http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSTn2VIbXc780Y2OucrajAKUFkpXa4qBGMsGeAyCSopI-g1ehHtlwA giugno scade il brevetto italiano del farmaco più famoso e contraffatto del mondo e i produttori di generici stanno già scaldando i motori. Almeno una decina di aziende sono pronte ad accaparrarsi il loro pezzo di una torta molto ricca, che vale circa 73 milioni di euro all’anno.
L’apertura del mercato ai generici dovrebbe far abbassare il prezzo, che oggi è di € 53,85 per 4 compresse al dosaggio intermedio, del 30-40%. Ma è difficile fare previsioni finché non si capirà quante aziende entreranno davvero nel mercato, perché più sono i produttori più la riduzione del prezzo potrebbe essere marcata.
Sono passati 15 anni da quando il Viagra è entrato in commercio in Italia, con conseguenze, anche di costume, dirompenti. Si stima che nel mondo venga assunta una pasticca blu ogni sei secondi.
A fine 2011 erano state vendute circa 2 miliardi e mezzo di pillole con un guadagno di circa 2 miliardi di dollari all’anno. In 10 anni sono state vendute in Italia 60 milioni di compresse, cioè 4,5 per ogni uomo con più di 40 anni. Le città dove se ne consuma di più sono Pistoia, Roma e Rimini.
La fine del brevetto non avrà effetti solo sul mercato in farmacia ma anche su quello clandestino.
Il Viagra è il farmaco più contraffatto o comunque acquistato tramite canali vietati. Sul commercio online si possono fare soltanto stime, ma si ipotizza un mercato almeno doppio di quello legale. L’abbassamento dei prezzi, secondo molti esperti, colpirà anche questo mercato accessorio, riducendolo.
Ricordiamo, comunque, che sarà sempre necessaria la prescrizione del medico per l’acquisto perché, anche se ben tollerato, è un farmaco tutt’altro che privo di effetti collaterali anche seri.

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