È terminata una lunga e complessa indagine, a cura dei Carabinieri della Compagnia di Vallo della Lucania capitanati da Annamaria D’ambrosio, della Compagnia di Agropoli capitanata da Fabiola Garello insieme al personale della Sezione di Polizia Giudiziaria Aliquota Carabinieri, sotto la direzione della Procura vallese, che ha visto impegnati gli investigatori in un lavoro di complessa ricostruzione del “diplomificio” avente base nel Cilento in un noto istituto situato in una rinomata località turistica. Sono 554 gli indagati a vario titolo che rispondono dei reati di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’indagine scaturisce dalla segnalazione, a cura di un Ufficio Scolastico Regionale, secondo la quale alcuni docenti, per l’assunzione in ruolo nel 2018, presentano titoli di studio molto datati ma mai presentati in nessuna procedura concorsuale precedente.

Per far chiarezza sull’evento, i militari dell’Arma hanno deciso di approfondire come mai tali titoli non siano stati mai utilizzati per tanti anni da chi li aveva conseguiti e, acquisite centinaia e centinaia di titoli di studio sospetti su tutto il territorio nazionale, hanno svolto un’analisi documentale durata ben oltre un anno.

Attraverso questa indagine è stato scoperto che esiste una vera e propria fabbrica di titoli di studio falsi a pagamento. Infatti, in oltre 400 diplomi sono state trovate firme false, scoperte anche pergamene contraffatte e discrasie tra registri e titoli.

Il costo dei vari titolo di studio falsi rilasciati (diplomi di grado preparatorio, diplomi di specializzazione polivalente, diplomi di qualifica professionale) si aggira tra i 1000 e i 2500 euro. 

Questi documenti falsi hanno permesso a numerosi indagati, residenti sull’intero territorio nazionale e non solo nel Cilento, la vincita di concorsi in ambito scolastico con un danno per la pubblica amministrazione che ammonta a oltre 7.500.000 euro.

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