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Rifondazione Comunista di Salerno dice no al commissariamento per quella che definisce l’ennesima farsa emergenziale della gestione rifiuti e s’impegna per creare informazione, mobilitazione e condivisione tra la gente nella Valle del Sele.

Sono cinque i punti su cui i responsabili del partito si soffermano. “La gestione dell’emergenza rifiuti in Campania – dicono –  dal 1994 in poi da parte dei vari Commissari è stata oggettivamente disastrosa e l’attuale situazione non è altro che il risultato di questa gestione basata esclusivamente sul tamponamento dei problemi e su scelte non lungimiranti“. Per Rifondazione Comunista “con un commissario si replicherebbero le stesse scelte e gli stessi errori del passato, e inoltre delegare a un commissario comporterebbe la rinuncia da parte della politica locale a un’assunzione di responsabilità e la rinuncia a una crescita politica e culturale attraverso la ricerca autonoma delle soluzioni“.

Al terzo punto c’è la lotta ambientale che per il partito “è lotta politica, la via maestra è quella della pressione sui politici locali e del controllo del loro operato poiché sono gli unici più vicini alla popolazione. La soluzione – proseguono da Rifondazione Comunista – è nel cambiare il modo di concepire il problema: non si tratta di continuare a dire Not In My Back Yard, letteralmente ‘Non nel mio cortile’ ma di dire ‘a ciascuno il suo’. Ad esempio piuttosto che costruire un mega-impianto di compostaggio il cui impatto sul territorio è inevitabile, bisogna pensare a dotare ogni zona di piccoli impianti di prossimità e dove possibile incentivare, promuovere e incoraggiare il compostaggio domestico. Questo creerebbe più occupazione, più tutela ambientale, più qualità del prodotto“.

Infine gli esponenti salernitani del partito rispondono a quanti obietteranno che non è economicamente conveniente. “Ammesso e non concesso che sia così, – dicono – a noi serve un’economia al servizio dell’ambiente e non il contrario. La via da seguire è quella del dialogo e della cooperazione tra gli enti locali. Gli strumenti sono già previsti da leggi nazionali e regionali, in particolare ci si riferisce all’istituzione dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) di Salerno per la gestione dei rifiuti che attualmente esiste solo sulla carta. Deve essere compito dei comuni – concludono – far sentire la propria voce nell’ATO e indirizzare territorialmente le scelte trovando le soluzioni migliori per tutti: da parte dei Comuni e dei cittadini, invece del commissariamento, va perseguita l’attivazione dell’ATO per la gestione dei rifiuti. È l’unico modo per contrastare e sfuggire alle decisioni imposte dall’alto sul nostro territorio“.

Antonella D’Alto

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