A 5 giorni dal voto, abbiamo una piccola certezza; comunque vada, si porrà termine alla campagna elettorale più brutta di sempre, che ha nella brevità e rudezza culturale degli accadimenti registrati in giro nel Paese, i suoi migliori tratti distintivi“. Così si esprime il presidente provinciale delle Acli Gianluca Mastrovito al termine di un tour nei vari Collegi della provincia di Salerno per confrontarsi con i candidati alle elezioni politiche di domenica 4 marzo.

In questo clima surreale, le Acli provinciali di Salerno non si sono sottratte al compito di mantenere viva la pedagogia della proposta politica. Lo abbiamo fatto – dichiara Mastrovito – con la consapevolezza che oggi certa politica predilige spazi di dibattito autoreferenziali, dove far confluire consensi già determinati, rinunciando così ad occupare luoghi di confronto ed ascolto, in cui l’alterità e il diverso posizionamento culturale ed ideale delle forze in campo, andrebbe percepito come opportunità di migliorarsi”.

Un viaggio nei territori, quello delle Acli, che ha toccato i quattro Collegi uninominali della provincia, consentendo di rilanciare la vocazione di movimento popolare, capace di tradurre in proposte ed idee un’azione sociale che si alimenta nel prestare ascolto ai mutevoli bisogni dei cittadini.

Unica iniziativa la nostra – continua Mastrovito – che ha saputo tenere insieme fisicamente le diverse forze politiche in campo, permettendoci così di favorire il confronto e l’incontro tra la politica e le persone, di cogliere che tra la faziosità politica e lo sterile disimpegno c’è una terra di mezzo che vuole agire scelte responsabili e riconoscersi attorno ad un’idea di democrazia. Per tali ragioni, ringrazio i tanti candidati che hanno accolto il nostro invito, che hanno scelto di esserci senza nascondersi nei silenzi imbarazzanti o nelle formule di circostanza che hanno il sapore della rinuncia, della incapacità di esistere politicamente o peggio della supponenza di chi pensa abbia già vinto. Le Acli, le tante persone incontrate nei territori e nella piazza mediatica, si sono fatte un’idea molto chiara delle forze in campo, della loro organizzazione e capacità di agire i processi, della credibilità di chi è stato chiamato a rappresentare i programmi, che non sono mai neutri rispetto ai valori“.

Secondo Mastrovito il voto di domenica prossima “darà inizio ad una stagione nuova, a cui non ci si può sottrarre dal costruirla, proprio a partire dall’esercizio di un diritto a cui non dobbiamo rinunciare, di una responsabilità da agire senza così abdicare al profilo dell’analfabeta politico di brechtiana memoria. Vogliamo da protagonisti partecipare a questa costruzione, continuando ad essere una bella esperienza di partecipazione e spazio di formazione di coscienze adulte“.

– Chiara Di Miele –

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