A fronte del progressivo incremento dell’uso di mezzi di pagamento elettronici e della parallela diminuzione dell’utilizzo dei mezzi cartacei, l’assegno rimane uno degli strumenti più diffusi. Numerose riforme, nel corso degli anni, ne hanno notevolmente cambiato le modalità di utilizzo, con l’obiettivo, oltretutto, di arrivare ad una progressiva dematerializzazione dello stesso.

Nel nostro sistema esiste un meccanismo sanzionatorio e di controllo che mira a gestire l’emissione “anomala” di assegni a tutela dell’intero sistema. Esso si fonda sull’archivio della Centrale di allarme interbancaria (CAI), in grado di controllare se un assegno o una carta di pagamento risultino bloccati. La CAI serve proprio a sanzionare e prevenire l’utilizzo anomalo degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento, aumentando la sicurezza e rafforzando la fiducia dei cittadini verso questi strumenti di pagamento.

Il perno di questo sistema, relativamente agli assegni, è rappresentato dalla revoca di “sistema” ad emetterne per un periodo di sei mesi, ottenuta mediante l’iscrizione del nominativo del traente proprio nella Centrale di allarme interbancaria.

Entrando nello specifico, nel caso di assenza di provvista per pagare un assegno, il traente può evitare l’irrogazione delle sanzioni amministrative e la conseguente “revoca di sistema”, pagando tardivamente l’assegno entro 60 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione del titolo. Oltre all’importo dovuto e non pagato occorre versare anche gli oneri accessori e cioè: una penale pari al 10% della somma, gli interessi legali calcolati per il periodo intercorrente fra la data di presentazione dell’assegno e quella del pagamento tardivo, le spese relative al protesto (qualora l’assegno sia già stato protestato da un pubblico ufficiale).

Il pagamento tardivo può essere effettuato tramite costituzione, presso la banca su cui è tratto l’assegno, di un deposito da destinare al definitivo pagamento dell’assegno stesso oppure pagando le somme dovute direttamente al beneficiario dell’assegno. In quest’ultimo caso il beneficiario deve rilasciare una quietanza liberatoria, con firma autenticata, con la quale certifica l’avvenuto pagamento tardivo. Se il traente fornisce la prova di aver pagato tempestivamente l’assegno, l’ente segnalante deve cancellarne il nominativo iscritto in CAI.

Tra gli effetti della pandemia, dovuta al Covid-19, nel sistema economico si è verificata una grave crisi di liquidità, con la concreta possibilità di elevazione di molti protesti con evidenti ripercussioni anche sul mercato del credito. Per rilanciare e sostenere l’economia, il legislatore è intervenuto una prima volta, in aprile, attraverso il DL 23/2020, il cosiddetto DL Liquidità, con la sospensione della scadenza dei titoli di credito, se emessi in data anteriore all’entrata in vigore del decreto, per il periodo tra il 9 marzo 2020 e il 31 agosto 2020.

Con l’articolo 76 del  DL Agosto n. 104, il legislatore ha previsto, in chiave generalizzata, la sospensione dei termini di scadenza relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito, compreso ogni atto avente efficacia esecutiva, fino al 31 agosto 2020, precisando la non protestabilità degli assegni portati all’incasso fino a tale data.

Sono state attenuate anche le sanzioni per i debitori, con limitazioni alle sanzioni amministrative e pecuniarie previste dalla Legge 386/1990, nel caso in cui il debitore effettui il pagamento dell’assegno, degli interessi e delle eventuali spese per il protesto entro 60 giorni, quindi, nel periodo 1° settembre-30 ottobre 2020.

Importante evidenziare come le sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie, nonché la penale (pari al 10% della somma dovuta e non pagata), si applicheranno in misura dimezzata.

Considerate le diverse novità in vigore, gli Uffici e le Filiali della Banca Monte Pruno sono a completa disposizione della clientela per fornire tutta l’assistenza del caso.

– Annunziata Curto – Ufficio Contabilità, Bilancio e Segnalazioni

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