Tolleranza zero per il fenomeno della prostituzione in litoranea, lungo la strada provinciale 175A e traverse. Offerta e richiesta nel mirino di una nuova ordinanza del sindaco di Eboli, Massimo Cariello, che vieta e sanziona pesantemente chi offre e chi richiede prestazioni.

La sanzione amministrativa sarà di ben 500 euro, mentre la non osservanza dell’ordine di porre fine ad eventuali contatti sarà rubricata quale responsabilità di tipo penale.

Interveniamo di nuovo in questo campo per garantire un decoroso e tranquillo avvio della stagione estiva nella fascia costiera – dice il primo cittadino -, dopo che i controlli della Polizia Municipale ci hanno informato circa il ritorno di prostitute lungo l’area pinetata. In questo periodo di emergenza epidemiologica, le attività di prostituzione diventano ancora meno tollerabili, mettendo in pericolo eventuale la salute pubblica. Inoltre, si tratta di un’attività che incide sulla sicurezza della circolazione e crea percezioni di disagio nella popolazione residente“.

L’ordinanza del primo cittadino di Eboli contiene l’intenzione sia di evitare possibili aumenti di contagi, sia di preservare la fascia costiera, proprio alla vigilia della stagione estiva, ma anche l’attenzione per la sicurezza dell’intera zona.

Questo provvedimento – spiega il consigliere delegato alla Sicurezza ed alle periferie, Giuseppe La Broccaè segno dell’attenzione verso questa area, sia per i residenti, sia per il traffico, sia ancora per le attività turistiche. La nostra Polizia Municipale ha verificato chiaramente la ripresa delle attività di meretricio, sulle quali ancora una volta il Comune di Eboli dichiara tolleranza zero, garantendo sicurezza e decoro lungo l’intera fascia costiera“.

– Paola Federico –

Un commento

  1. Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.
    P.S. I relativi soggetti possono essere sanzionati per evasione fiscale, anche per le tasse locali (art. 36 comma 34bis Legge 248/2006, come chiarificato dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 141/2019).
    Inoltre, un divieto limitato ad una categoria sociale, violerebbe i principi costituzionali della non discriminazione personale e delle dirette libertà individuali (art. 3 e 13 della Costituzione Italiana).

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