Il nuovo regolamento per l’area industriale incassa il via libera del Consiglio comunale di Eboli.

Il civico consesso ha votato il testo che disciplina accesso ed investimenti nell’area industriale ponendo un freno ad investimenti irregolari, attività di lucro e possibilità di avviare impianti pericolosi per l’ambiente e la salute.

“Ancora un regolamento comunale votato, il Consiglio sempre più si contraddistingue per atti che garantiscono trasparenza, regolarità ed efficienza alle attività sul territorio – sottolinea il sindaco Massimo Cariello Dopo l’ottimo lavoro di preparazione della commissione guidata dal presidente Cosimo Naponiello, l’intera maggioranza ha assunto l’impegno con la Città per questo regolamento che sostituisce il precedente vecchio di 20 anni. Tra le tante novità voglio sottolineare che come Amministrazione e maggioranza abbiano chiuso definitivamente ogni ipotesi di attività collegate con i rifiuti sul nostro territorio. Un grande obiettivo raggiunto anche grazie al lavoro del settore guidato dal dirigente Francesco Mandia e con il lavoro del funzionario Antonio Fine”.

“Innanzitutto abbiamo posto il divieto assoluto di attività che riguardino il trattamento dei rifiuti: nessun insediamento sarà possibile nella nostra area industriale – spiega il presidente della commissione attività produttive Cosimo Naponiello – In secondo luogo, abbiamo voluto prevedere la massima trasparenza per chi investe, che non deve presentare carichi pendenti, né ritrovarsi sottoposto a procedimenti che riguardino reati di mafia. Inoltre, come aveva chiesto direttamente il sindaco Massimo Cariello, nella nostra area industriale non saranno ammesse assegnazioni di lotti al di fuori dei bandi comunali. Voglio sottolineare che non sarà permesso a nessuno l’attività di lucro su assegnazioni e lotti abbiamo inasprito le penali, ponendo un freno alle compravendite, perché chi ottiene l’assegnazione deve poi investire ed avviare le attività entro i termini, garantendo economia, occupazione ed attività alla nostra città, diversamente il Comune rientra in possesso delle aree”.

– Claudia Monaco –

 

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