Ancora una denuncia dell’Associazione di Genitori e di Giovani Diabetici della Basilicata che continua a registrare ritardi nell’erogazione dei presidi per il controllo e la gestione del Diabete di Tipo 1. Si tratta di nuove tecnologie di microinfusori, di sensori sottocutanei e dispositivi che non sono acquistabili dai singoli privati, ma che vengono dispensati dal Sistema Sanitario Nazionale e distribuiti dalle Asl.

Già dallo scorso marzo AGGD Basilicata ha iniziato a denunciare questi continui ritardi attribuiti in prima battuta a procedure burocratiche troppo lunghe e farraginose che si è tentato di correggere dopo diversi incontri con i responsabili regionali. Da novembre, infatti, è stata adottata una nuova procedura che va a modificare e snellire le modalità della richiesta. Tale procedura prevede che le richieste vengano effettuate con due mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza, ma a distanza di qualche mese sembra che questi ritardi si siano ulteriormente inaspriti. Tutto questo è stato monitorato negli ultimi mesi da AGGD Basilicata che ha richiesto espressamente ai soci di tenere il conto del tempo trascorso tra la richiesta e la consegna dei presidi alle famiglie.

A pagarne le conseguenze sono sempre i piccoli pazienti affetti da questa patologia autoimmune e le famiglie che li sostengono, già particolarmente colpite dalla difficile amministrazione familiare in questo periodo di pandemia tra smart working, dad, mancanza di attività sportive e sociali –  afferma Angela Possidente, presidente AGGD Basilicata -. Queste nuove tecnologie aiutano ad avere un miglior compenso glicemico durante la giornata, una più facile prassi che va dalla conta dei carboidrati alla misurazione della glicemia, dalla predisposizione del bolo idoneo alle correzioni postprandiali”.










A causa dei ritardi molte famiglie sono costrette a ricorrere alle case farmaceutiche, che intervengono a fatica con campioni gratuiti, spesso esauste dalle continue richieste. Le restrizioni dovute alla pandemia hanno inoltre complicato gli incontri tra le famiglie, che prima si aiutavano attraverso lo scambio di questi presidi indispensabili. L’Associazione si è fatta carico di contattare nuovamente via mail e telefonicamente i dirigenti ASP e l’assessore alla Sanità regionale Leone, per metterli al corrente di questi nuovi ritardi, sottolineando l’importanza di trovare procedure di richiesta durature nel tempo e non soluzioni tampone che hanno dimostrato non funzionare. AGGD Basilicata, sempre accanto ai giovani pazienti diabetici e alle loro famiglie, auspica una risoluzione efficace e definitiva del problema.

– Chiara Di Miele –

 

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