Cinque ore di interrogatorio ieri per Bruno Humberto Damiani, indagato per l’omicidio del sindaco Angelo Vassallo con l’aggravante camorristica e “in concorso con altri in via di identificazione”.

Le indagini puntano ora a stringere il cerchio su presunti complici, chiudendo in poche altre settimane un’indagine iniziata cinque anni fa.

Come si legge sul quotidiano La Città, il 32enne di origini sudamericane è stato accompagnato dal difensore Michele Sarno: ad attenderlo, il Procuratore aggiunto Rosa Volpe (che da giugno è in servizio a Napoli ma mantiene le redini dell’indagine sulla morte del sindaco di Pollica) e con lei il Sostituto Procuratore Marco Colamonici e il Maggiore Gabriele Mambor, comandante della sezione anticrimine del Ros.

A Damiani è stato chiesto conto dei suoi rapporti con due napoletani di Secondigliano (ritenuti fornitori di droga e che forse erano a Pollica nella sera del delitto) e con tre albergatori di Acciaroli, che in quei giorni sarebbero entrati più volte in contatto, insieme a lui, con i grossisti di stupefacente.

Pochissime le indiscrezioni trapelate dall’interrogatorio: Damiani ha continuato a dichiararsi innocente, negando non solo il coinvolgimento nell’omicidio, ma anche la partecipazione al giro di spaccio che ne sarebbe l’origine.

I documenti della Direzione distrettuale antimafia parlano di contatti frequenti che, tra il 4 e il 7 settembre del 2010, Damiani avrebbe intrattenuto con i due trafficanti di droga di Secondigliano, incontri a cui avrebbero partecipato anche due albergatori di Acciaroli.

Damiani ha detto di non ricordare chi fossero le persone che erano con lui la sera dell’omicidio: “È passato tanto tempo, ricordo che quella sera sono andato a ballare ma non saprei dire con chi”, ha dichiarato.

La sera del delitto, Bruno Damiani era con due persone che ad Acciaroli non si erano mai viste prima. Agli inquirenti lo ha rivelato Luigi Molaro, il carabiniere finito sotto inchiesta insieme al Colonnello Fabio Cagnazzo per aver prelevato la cassetta di una telecamera puntata sul porto, proprio dove il “brasiliano” e due sconosciuto avrebbero a lungo osservato Vassallo.

L’inchiesta sui militari è stata di recente archiviata: ora su quella deposizione gli inquirenti stanno cercando nuove conferme.

– Filomena Chiappardo – 


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