
Il giovane Rosario Di Brizzi di Sassano discute una tesina sull’Arma dei Carabinieri all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione e riceve un riconoscimento dai militari della Compagnia di Sala Consilina.
Il giovane, studente della 3^ B dell’Istituto “Falcone” di Sassano, ha discusso nelle scorse settimane la sua tesina multidisciplinare interamente dedicata alla storia, al ruolo e all’evoluzione dell’Arma dei Carabinieri.
Il lavoro presentato dal giovane si è incentrato in un unico filo conduttore, quello della Benemerita.
Dalla nascita dell’Istituzione nel 1814, alla lotta alla criminalità in Educazione Civica, passando per l’analisi dell’autore Leonardo Sciascia e il discorso di Borsellino dopo la morte di Falcone. E poi l’approfondimento in arte con il TPC, reparto speciale dell’Arma dedicato alla prevenzione e repressione dei crimini contro l’arte e la cultura. Spazio in inglese e francese alla gendarmerie nationale e all’International cooperation. Analisi poi in religione con la Preghiera del Carabiniere, in Musica con l’Inno Nazionale Italiano e in Educazione Fisica con l’aspetto della preparazione atletica richiesta ai militari.
Il giovane Rosario, ieri, è stato ricevuto dai Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina con il Capitano Veronica Pastori. Un momento importante per riconoscere l’impegno profuso ma anche la valenza emotiva del gesto: il papà Francesco, infatti, è in servizio nell’Aliquota Radiomobile, una passione trasmessa al giovane, il cui sogno è seguirne le orme.
Il Capitano Pastori, a nome dell’Arma, ha consegnato al giovane una targa ricordo per aver testimoniato il quotidiano impegno e i valori dell’Arma.
“Il sogno di diventare carabiniere nasce da mio padre, che svolge questo lavoro da tanti anni. Quando ero più piccolo andavo spesso con lui in caserma: per me era un posto speciale, pieno di persone che mi facevano sentire il benvenuto. Mi piaceva osservare tutto, ascoltare le loro storie e vedere come lavoravano insieme. Crescendo ho iniziato a capire quanto impegno e quanta responsabilità ci siano dietro quella divisa – ha spiegato Rosario durante la sua esposizione -. Oggi so di voler seguire le orme di mio padre. Diventare carabiniere, per me, significa fare qualcosa di importante per gli altri e mettere i valori della legalità e del servizio al centro della mia vita”.



