Decreto Sicurezza. Falcone (Lega Salerno): “Primi effetti positivi, in Italia solo chi è regolare”



































“La sinistra dimostra tutta la propria difficoltà ideologica, evidentemente insormontabile, a stare nelle regole ed a rispettarle. In uno Stato di diritto le leggi in vigore si osservano e chi incita alla sovversione deve essere incriminato”.

A dichiaralo è il coordinatore provinciale e vice regionale della Lega Salerno Mariano Falcone.

Sindacati rossi, associazioni e partiti senza consenso se ne facciano una ragione – continua – il Decreto Sicurezza sta producendo i primi effetti positivi. In concomitanza con l’annullamento degli sbarchi, alcuni nuclei di extracomunitari si stanno spostando nelle strutture territoriali con disponibilità di posti inserite nell’elenco della Prefettura. Si svuotano alcuni centri, si realizza un notevole risparmio statale sui costi di fitti e gestioni da reimpiegare per aiutare italiani in difficoltà. Gli obiettivi sono il progressivo azzeramento delle richieste di asilo ed il decongestionamento del sistema di accoglienza. Ad oggi sono attive oltre 9.000 strutture, con una spesa di oltre 2,7 miliardi a carico dell’erario e, quindi, dei contribuenti italiani”.








“La legge – spiega poi Falcone – dispone che saranno legittimati a restare in Italia gli extracomunitari che ha ne hanno diritto e continueranno ad essere assicurati i servizi di accoglienza e di assistenza, le cure mediche e i servizi scolastici per i minori”.

“Restano invariate – conclude Falcone le tutele per chi fugge perché rischia la vita per conflitti armati nel proprio Paese, per coloro che versano in una condizione di particolare esigenza umanitaria, per le donne e i bambini, per le vittime di tratta, di violenza domestica o di grave sfruttamento lavorativo, per chi versa in condizioni di salute di eccezionale gravità, per chi non può rientrare nel proprio Paese colpito da gravi calamità, per chi compie atti di particolare valore civile nonché per coloro i quali, pur non avendo i requisiti per il riconoscimento di una forma di protezione internazionale corrono il rischio in caso di rimpatrio di subire persecuzioni o torture. Per tutti gli extracomunitari non titolari di ‘protezione unanitaria’ saranno avviate le procedure di espulsione”.

– Claudia Monaco –





































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