
L’onorevole Attilio Pierro è intervenuto alla Camera dei deputati sul tema pesca, in particolare ha trattato i decreti sul tonno che “penalizzano Cilento e Golfo di Policastro, vanno modificati”, a suo dire.
Pierro fa riferimento al “decreto del 1° aprile, che ha escluso le imbarcazioni tra i 12 e i 14 metri, assegnando solo quattro quote da Sapri ad Agropoli. Il problema maggiore riguarda la pesca accidentale del tonno: per poter sbarcare un tonno, questo non può superare il 20% del pescato complessivo. Ciò significa che per ogni quintale di tonno bisogna dichiarare e sbarcare quattro quintali di altro pesce, come alalunga e pesce spada. Questo meccanismo fa perdere la storicità del pescato e, di conseguenza, il diritto alle quote future per le nostre imbarcazioni”.
I porti di Acciaroli, Agropoli, Marina di Camerota e Sapri sono riconosciuti dall’ICCAT per le operazioni connesse alla pesca del tonno rosso. “Tuttavia – spiega Pierro – durante il periodo di passaggio del tonno, da metà maggio a fine giugno, arrivano imbarcazioni provenienti da altre marinerie che pescano e sbarcano nei nostri porti, mentre i pescatori locali restano a guardare”.
Secondo Pierro “il decreto del 24 giugno è stato emanato quasi al termine della campagna di pesca e ha considerato, ai fini del ricambio generazionale, esclusivamente l’età inferiore ai 40 anni, escludendo così tutti i pescatori del territorio che hanno da poco superato questa soglia e che portano avanti l’attività dei padri, investendo nelle proprie imbarcazioni e garantendo continuità al lavoro nei porti. Chiedo che questi decreti vengano modificati tenendo conto delle specificità dei territori, organizzando incontri direttamente con chi vive il mare e la pesca e assegnando quote anche alle piccole imbarcazioni, così da creare filiera, economia e occupazione“.
“Dobbiamo consentire ai cittadini di portare sulle proprie tavole tonno a chilometro zero, anziché prodotto proveniente dall’estero – conclude l’onorevole –. Noi di Futuro Nazionale lavoreremo per difendere i pescatori e il prodotto italiano, chiedendo al Ministero di predisporre fin da ora le modifiche necessarie in vista della prossima campagna di pesca”.


