Non sono gli anni che contano nella vita, è la vita che metti in quegli anni“. Questa massima introduce alla tesi di Gianvito Riccio, giovane cuoco di Sassano che da pochi giorni si è diplomato alla prestigiosa Scuola Internazionale di Cucina ALMA di Gualtiero Marchesi con un lavoro dal titolo “Ricordo che…“, realizzato nel corso dello stage a “Villa Crespi” di Orta San Giulio, rinomato ristorante dello chef campano Antonino Cannavacciuolo.

E Gianvito, nonostante la giovanissima età, ha finalmente realizzato un sogno iniziando a lavorare nelle cucine del ristorante di Cannavacciuolo come cuoco addetto ai secondi piatti. A 13 anni la scoperta per la sua più grande passione, cucinare. Poi, durante gli studi all’Istituto Alberghiero, arrivano i primi lavori in macelleria e nei ristoranti valdianesi. Ma il percorso merita di proseguire, per intraprendere strade più importanti. Così Gianvito si iscrive alla Scuola ALMA, quella che ogni aspirante chef sogna di poter frequentare. Poi l’assegnazione degli stage: al brillante cuoco sassanese tocca Villa Crespi, il regno di Cannavacciuolo, quello che lo stesso Gianvito nella sua tesi definisce “il sogno di qualsiasi ventenne partenopeo che ama questo lavoro“.

Dopo la prima settimana di stage l’incontro con lo chef Cannavacciuolo e la prima pacca sulla spalla dopo avergli detto di essere campano. Da quel momento Gianvito ha pensato di non voler mai più lasciare Villa Crespi e di conquistare la fiducia del capopartita e di tutta la “brigata”. E’ un giovane valdianese che non si risparmia mai, che ha scelto un lavoro pieno di sacrifici ma ricco di soddisfazioni e che ha realizzato il suo sogno, dimostrando ai suoi coetanei che nulla è impossibile.

Ho sempre sognato di far parte della brigata di Villa Crespi, – racconta Gianvito a Ondanews – poi cinque mesi fa la Scuola ALMA mi ha assegnato al ristorante dello chef Cannavacciuolo e per me è stato motivo di grande orgoglio. Lo chef ci sprona ogni giorno a dare il nostro meglio e a tirare fuori il nostro carattere in cucina. E’ un lavoro carico di responsabilità e abbastanza impegnativo, ma che ci dà tante soddisfazioni e particolare apprezzamento da parte dei clienti. Un anno fa non avrei immaginato di poter far parte di questa grande e prestigiosa brigata. Devo tutto alla mia famiglia che ha creduto in me e mi ha sostenuto in questo percorso. Una frase di Cannavacciuolo che mi ha colpito molto dice ‘Per partire alla grande bisogna sempre toccare il fondo‘ e queste parole mi hanno convinto a fare il mio meglio fin dall’inizio“.

– Chiara Di Miele –

 

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