Uno degli aspetti positivi dello sviluppo storico del Vallo di Diano è l’aver sempre avuto uno strettissimo legame culturale con Napoli, a cominciare dalla necessità  del ceto nobiliare ed intellettuale di recarsi nella capitale del Regno per conseguire una laurea in legge o in medicina al fine di poter esercitare la libera professione nel proprio paese di origine.

Inutile dire che poi i contatti del Vallo con l’ambiente napoletano si estendevano a tantissimi altri aspetti (politico, economico, amministrativo, religioso, feudale) che concernevano la vita sociale. Ebbene, un contatto culturale con Napoli si è avuto proprio in questi giorni con la pubblicazione di una ricerca storica su Teggiano pubblicata da una delle più antiche case editrici napoletane, la “Giannini Editore”, che, sorta nel 1856, sta festeggiando il 160° anniversario della sua fondazione con una grande Mostra delle sue pubblicazioni allestita nel Palazzo Reale di Napoli a cura della Biblioteca Nazionale e con l’adesione unanime di insigni cattedratici dell’Università.

Il Vallo di Diano è presente a tale manifestazione con il libro “I Parlamenti di Diano” (1582-1596), a cura di Arturo Didier e Paolo Carrano, che contiene appunto le deliberazioni del Consiglio Comunale di Teggiano in quegli anni della fine del Cinquecento, resoconti parlamentari che pare siano gli unici esistenti per il secolo XVI in tutto il Mezzogiorno.
Si tratta quindi di una novità storiografica che interesserà tutti gli studiosi della storia meridionale di tale periodo, i quali ovviamente vi attingeranno notizie preziose su tutti gli aspetti della vita sociale di un piccolo centro in un periodo storico particolare, in cui era già iniziata nel Mezzogiorno la grande crisi economica che avrà poi il suo culmine nel Seicento, dapprima con la cosiddetta rivoluzione di Masaniello che si estese nel 1647-48 in tutto il Regno (divampando anche nel Vallo di Diano), e con la memorabile peste del 1656 che causò quasi il dimezzamento della popolazione regnicola. Il libro, che verrà presentato il 25 febbraio a Teggiano nella sala delle conferenze del Seminario, avrà tra i suoi relatori anche la dottoressa Giulia
Giannini
, che ha accolto tale opera nelle sue pregevoli edizioni.

Va detto che i suddetti Parlamenti di Diano provengono da un manoscritto del noto Archivio Carrano di Teggiano, un fondo al quale hanno attinto non pochi studiosi di storia meridionale da oltre mezzo secolo e che perciò rappresenta uno dei più importanti giacimenti culturali del Vallo di Diano. Uno degli autori di questo libro è appunto il giovane studioso Paolo Carrano, ultimo
rampollo di una storica famiglia di Teggiano che ha avuto, nel corso di un millennio, una fitta serie di notai, governatori baronali, uomini d’arme, alti prelati e sindaci, che sono stati indubbiamente tra i protagonisti della storia sociale del Mezzogiorno.

 – Arturo Didier – 

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