Nel 1987 le Ferrovie dello Stato sospendevano la tratta Sicignano-Lagonegro, sostituendola con il funzionamento di autolinee che compivano lo stesso percorso. Così, dopo un secolo esatto, veniva meno quella immagine ambientale del Vallo di Diano come luogo dove si avvertiva fortemente la presenza dello Stato con l’esistenza del tronco ferroviario, una immagine che suscitò tanto entusiasmo nei valligiani di fine Ottocento, che riconoscevano in essa un segno tangibile di miglioramento sociale ed economico. Uno degli intellettuali più sensibili a questo problema fu indubbiamente don Gaetano D’Elia, teggianese, medico, poeta, scrittore e conferenziere, il quale salutò con molto entusiasmo la nascita della suddetta ferrovia, con i seguenti versi:

Deh, scagliati, Gagliardo, e ben feconde

saran queste campagne










dal soffio tuo potente che diffonde

vita ov’è morte, aita ove si piagne.

Ecco, già trema il biferrato calle;

ecco arriva il Titan…Qui non si muore!“.

Com’è noto, il progetto iniziale di questo tronco ferroviario era quello di togliere il Vallo di Diano, ed altre zone limitrofe, dal tradizionale isolamento, congiungendolo, tramite ferrovia, con la zona tirrenica, per cui il percorso doveva estendersi addirittura da Sicignano a Castrocucco, frazione di Maratea. Ma poi ci si perse per strada bloccandosi a Lagonegro. E tuttavia la realizzazione di questa ferrovia fu salutata come un miracolo dalla gente del Vallo, che di buon grado accettò di dare il proprio contributo economico. Il Comune di Sala Consilina, ad esempio, il 30 luglio 1877 deliberò di offrire “la somma di lire centomila, fissandone il pagamento in rate uguali per 20 anni”. Ci vollero quasi dieci anni affinché il primo treno arrivasse a Sala Consilina, precisamente il giorno 30 dicembre 1886, tra la folla plaudente e alla presenza di ministri e di parlamentari. Tra questi ultimi c’era colui che più di tutti si era adoperato per la realizzazione di questo sogno, il grande salese Domenico De Petrinis.

Tale sogno fu infranto un secolo dopo, nel 1997, quando la tanto osannata linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro fu chiusa e fu sostituita da autolinee che tuttora fanno lo stesso servizio.

– Arturo Didier –


FONTE: A. SICA, La lotta politica del Vallo di Diano per il passaggio della ferrovia, in “Storia del Vallo di Diano“, Salerno 1985, vol. III (2), pp. 523-548.

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