Con l’inizio dell’anno scolastico sono tante le domande che ogni genitore si pone per il benessere del proprio figlio. Quest’anno in particolare, che resterà per sempre impresso nella memoria di tutti per via dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19, sono tanti i dubbi che non sono ancora stati sciolti nonostante l’imminente apertura delle scuole. Paure ed incertezze, però, non devono in qualche modo minare la serenità con la quale bambini e ragazzi devono affrontare questo periodo che, in fondo, è anche un po’ magico. E non sarà di certo il Coronavirus a spezzare questa magia.

Per fare un po’ di chiarezza, abbiamo rivolto qualche domanda al dottore Luigi B. D’Alvano, pediatra di libera scelta del distretto pediatrico di Polla nonchè consigliere regionale e delegato aziendale SIMPeF.

  • Prima di uscire di casa per andare a scuola, come mettere in sicurezza i bambini? Con l’utilizzo della mascherina, il gel igienizzante o cos’altro?

“Semplici accorgimenti ed alcune precauzioni permetteranno ai nostri bambini di frequentare la scuola in piena sicurezza. È consigliabile che i genitori misurino la febbre ai bambini prima di uscire di casa, per verificare un presumibile stato di malattia infettiva: il limite indicato dal Ministero è di 37,5° ascellare o con rilevamento frontale. Far indossare una mascherina nuova, a norma, se la scuola o l’istituto frequentato non provvede autonomamente a fornirle ai bambini. Lavare o igienizzare le mani prima di uscire di casa ed eventualmente prima di entrare in classe. Rispettare la distanza di 1 metro bocca-bocca in classe e quando non sia possibile, nei tragitti o nelle aree comuni, indossare la mascherina”.

  • Il momento della ricreazione può essere considerato pericoloso? E quello della mensa?

“La ricreazione negli spazi comuni e la mensa rappresentano ottime occasioni di socializzazione per i bambini ed i ragazzi, a loro molto gradite. Se piacevolmente coinvolti, grandi e piccoli, possono utilizzarle al meglio anche in periodo di emergenza sanitaria. Spiegheremo loro, in maniera non formale e piuttosto ludica, l’importanza di rispettare il distanziamento minimo e la necessità di utilizzare la mascherina, lavando le mani prima dei pasti o sanificandole con gel appositi se non fosse possibile. Importante sottolineare la necessità di tossire o starnutire in un fazzoletto, sempre, o nella piega del gomito, in modo da non sprigionare nell’aria aerosol che potrebbero facilmente veicolare malattie a trasmissione respiratoria, Covid-19 compreso. Per i bambini molto piccoli, al di sotto dei sei anni, si eviterà l’uso della mascherina, salvo diverse disposizioni locali o nazionali, perché è molto difficile farle accettare e perché, fortunatamente, il Covid-19 è molto raro che dia una malattia grave nella prima e seconda infanzia. Saranno gli operatori scolastici e sanitari a prendere tutte le precauzioni del caso e a segnalare tempestivamente sintomi e segni significativi come la temperatura al di sopra di 37,5°, tosse, disturbi respiratori, diarrea e/o vomito in modo da identificare precocemente dei possibili focolai”.

  • Durante il pomeriggio è prudente consentire ai bambini di andare a giocare a casa di un amico?

“Non solo è consentito ma è auspicabile. È preferibile far giocare all’aperto i bambini, dove molte delle restrizioni vengono meno, compreso l’uso della mascherina, salvo diverse disposizioni locali o nazionali dettate dall’andamento epidemiologico. Consigliabile sempre il distanziamento di almeno 1 metro e necessario l’uso del fazzoletto nei colpi di tosse e/o negli starnuti perché l’emissione di aerosol potenzialmente infettanti può avvenire anche a distanza di vari metri”.

  • Consiglia di fare il vaccino antinfluenzale ai bambini? Se si perché e in che fascia d’età?

“Senz’altro si, in particolare quest’anno, perché stimola l’immunità innata, che protegge da varie infezioni e forse anche dal Covid-19, ed evita che anche l’influenza possa determinare un’epidemia con un quadro clinico simile alla malattia da Coronavirus e capace di sovraccaricare ulteriormente le terapie intensive. Il vaccino antinfluenzale è consigliato a tutti, in particolare ai bambini piccoli, in fascia 6 mesi-6 anni, ed in alcune patologie a rischio, come le malattie allergiche e respiratorie”.

– Giusy D’Elia –

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