All’Istituto “Lazzaro Spallanzani” di Roma sono pronte le prime dosi del vaccino contro il Covid-19 e dal 24 agosto partirà la sperimentazione sull’uomo. La notizia è giunta nei giorni scorsi dalla Regione Lazio che ha finanziato il progetto unitamente al Ministero dell’Università e della Ricerca.

Il prodotto, Grad-Cov2, sarà somministrato su 90 volontari ed è stato ricavato isolando dal gorilla un ceppo di adenovirus che ha evidenziato buone capacità di indurre risposta immune. Poi attraverso tecniche di ingegneria genetica questo virus, innocuo per l’uomo, è stato modificato per azzerarne la capacità di replicazione e successivamente è stato inserito al suo interno il gene della proteina S del Coronavirus, il principale bersaglio degli anticorpi prodotti dall’uomo quando penetra nell’organismo. Una volta iniettato nelle persone il virus modificato provocherà la risposta del sistema immunitario dell’organismo, gli anticorpi.

La sperimentazione, come spiega il Direttore Scientifico dello Spallanzani, il Professore Giuseppe Ippolito, luminare originario di Sant’Arsenio, avverrà “selezionando i volontari e seguendo determinati criteri. Dovranno essere sani, di età compresa tra i 18 e i 55 anni e tra i 65 e gli 85 anni e senza altre patologie. I volontari saranno inoltre seguiti e tenuti sotto controllo nel percorso di somministrazione”.








Una notizia accolta con cauto ottimismo dallo stesso Ippolito: “La sperimentazione è la più grande sfida della Ricerca – spiega ad Ondanews – il medicinale è tutto italiano ed prodotto a Roma dalla ReiThera, parliamo di grandi competenze. Ovviamente bisogna vedere come andrà, servono riscontri prima di qualsiasi altra valutazione”.

Il vaccino, chiarisce Ippolito, potrebbe essere disponibile “nel primo trimestre del 2021”.

Il Professore Ippolito mette inoltre in guardia dal rischio contagio: “La situazione attuale merita attenzione – spiega – abbiamo dei casi e di Coronavirus si può ancora morire. Essere asintomatici non significa che bisogna sottovalutare il problema. Questo deve essere far riflettere riguardo ad una maggiore prudenza. L’abbassamento dell’età nei nuovi positivi è evidente: è indice che i giovani si muovono di più con il rischio di contrarre il virus. Nei bambini, invece, parliamo di un numero minimale perché sopportano meglio questa infezione”.

L’appello, in conclusione, è rivolto a quanti si apprestano a vivere giorni di relax: “Le persone si godano le vacanze ma attenzione ai momenti di aggregazione soprattutto sulle spiagge e nei locali – spiega Ippolito – e costante utilizzo dei dispositivi di protezione. Prudenza massima”.

– Claudia Monaco –

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