Qual è la situazione in cui versa la scuola salernitana in questo momento di emergenza legata al diffondersi del Coronavirus? Ne parliamo con il presidente dell’Associazione Provinciale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola, Claudio Naddeo.

  • Presidente, come sta vivendo la scuola salernitana questo difficile momento?

La scuola salernitana sta vivendo con apprensione questo momento critico, recependo l’ansia e la preoccupazione di fronte ad una emergenza che non ha precedenti almeno recenti. Tuttavia, il senso di appartenenza, la coesione e il collegamento continuo tra i dirigenti dell’Associazione nazionale Dirigenti pubblici (ANP) e i docenti contribuiscono ad allentare tante tensioni ed incertezze. In questo le tecnologie ci facilitano il compito, consentendo la condivisione in tempo reale di pratiche e comportamenti soprattutto nella gestione delle emergenze e talvolta in mancanza di indicazioni chiare.

  • Quali sono i problemi più importanti che la scuola è costretta a fronteggiare in questo momento?

Il momento sicuramente non è facile per tutti gli attori della scuola: per i dirigenti chiamati a far fronte ad una emergenza senza precedenti e i cui sviluppi al momento non sono ancora prevedibili, per i docenti chiamati ad un impegno maggiore nella ricerca di modalità didattiche con il supporto delle tecnologie in modo da garantire una certa continuità dei processi di apprendimento degli studenti. La scuola in genere è messa a dura prova sotto il profilo organizzativo e messa a nudo per quanto concerne l’effettiva implementazione delle tecnologie, nonostante anni di investimento in termini di dotazioni e di formazione del personale.

  • La scuola, dagli elementi in suo possesso, è nelle condizioni di attivare al meglio la “didattica a distanza”, così come previsto dal DPCM?

Ho sempre sostenuto l’impiego delle tecnologie nella didattica e per la didattica ma con la piena consapevolezza che esse non sono la panacea dei mali della scuola o la soluzione ad una complessità peculiare della generazione digitale. I nostri studenti non sempre riescono a cogliere l’opportunità del digitale per il loro processo di apprendimento. Le informazioni sono poi troppe; il rischio di overload cognitivo è sempre in agguato. Quanto alla didattica a distanza, ci stiamo impegnando tutti per far fronte all’emergenza: ma non possiamo illuderci di superare difficoltà di vario genere quali il possesso variegato di competenze digitali negli stessi insegnanti e l’indisponibilità di dotazioni tecnologiche di tante famiglie. La didattica a distanza è una eccellente opportunità ma richiede una riflessione sistematica per un utilizzo consapevole di supporto ma certamente non sostitutivo del rapporto docente-allievo. Negli ultimi anni si sta lavorando con grandi sforzi per superare un’impostazione didattica incentrata sulla trasmissione di conoscenze e per affermare una mediazione didattica che tenga conto di tanti altri aspetti (motivazione, interesse, empatia ecc.) che possono influenzare i processi di apprendimento.

  • I Dirigenti possono convocare gli organi collegiali?

In questo contesto emergenziale credo proprio di no, sia per ottemperare a quanto previsto dal DPCM di qualche giorno fa sia per garantire situazioni di sicurezza dei lavoratori a cui un dirigente è sempre chiamato.

  • Nelle condizioni attuali, conviene ad un dirigente scolastico convocare il collegio dei docenti secondo le precedenti modalità?

Modalità differenti da quelle consuete non ne vedo, nel senso che sarebbe necessario un intervento normativo che riconoscesse la possibilità di far ricorso ad altre forme magari con il supporto delle tecnologie senza minare la validità di quanto deliberato. In questa fase dell’anno scolastico e soprattutto in questo contesto poi non intravvedo necessità cogenti di convocazione dell’organo collegiale.

  • E’ legittima la preoccupazione che serpeggia tra gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori in vista del prossimo Esame di Stato?

Per la validità dell’anno il problema mi risulta già risolto e non credo che sia questo il punto. Le preoccupazioni degli studenti sono legittime ma superabili mediante un’azione sinergica con i docenti, soprattutto in caso di prolungamento della sospensione delle attività didattiche. Allora sì che le tecnologie possono rivelarsi un alleato per mettere gli studenti in condizione di affrontare gli esami con maggiore consapevolezza.

  • Come ne uscirà, in generale, la scuola al termine di questa vicenda?

La scuola ne uscirà rafforzata, in quanto sempre pronta a far fronte comune nelle difficoltà. Per quanto possano porsi in evidenza punti deboli, è innegabile la resilienza e lo spirito comune per far fronte alle situazioni emergenti. Faremo tesoro di questa esperienza in modo da farci trovare meno impreparati laddove malauguratamente dovessero insorgere altre difficoltà.

– Rocco Colombo –

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