In vista della della fase due, il Governo intervenga con linee guida chiare e operative per evitare le disfunzioni e i contrasti che il nostro regionalismo malato ha prodotto nella prima fase dell’emergenza. Il Paese non può consentire 20 cronoprogrammi diversi, affidati ad altrettanti comitati di saggi, del tutto scoordinati tra loro. Un intervento necessario sul piano economico, per impedire che la possibilità accordata da Bruxelles di spendere i fondi regionali 2020 senza vincoli di destinazione e rendicontazione si trasformi in una occasione di finanziamenti a pioggia”.

Lo afferma Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali.

La fase due – continua – deve avere carattere organico, disporre di tutte le risorse, europee, nazionali e regionali, e condizionarle a un intervento coordinato, che non disperda i finanziamenti disponibili ma li allochi in favore di attività economiche sostenibili, quelle individuate dal Consiglio europeo, capaci di creare nuova crescita e occupazione e attrarre la finanza globale. E questo tanto più al Sud, dove la ripartenza post virus rischia di trasformarsi in un fattore di ricerca del consenso al ribasso e non di riequilibrio e innovazione. Il Governo intervenga ora e subito con le Regioni, per preparare con metodo anche la Fase tre, che lo spreco già in atto renderebbe irrealizzabile”.

– Chiara Di Miele –

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