Ha avuto luogo questa mattina, in occasione della visita pastorale nella comunità di San Pietro al Tanagro, l’incontro tra il Vescovo della Diocesi di Teggiano – Policastro Mons. Antonio De Luca e il Consiglio comunale.

I saluti iniziali sono stati affidati al Presidente del Consiglio comunale Antonio Pagliarulo che ha sottolineato la grande attenzione con la quale Padre Antonio ha ascoltato le esigenze della comunità e la vicinanza mostrata. Presente all’incontro anche il parroco don Franco Maltempo.

Il primo cittadino Domenico Quaranta ha presentato la comunità da un punto di vista laico ed ha consegnato a Mons. De Luca una copia del suo libro “Il Catasto Onciario del Comune di San Pietro”. “La comunità è composta da circa 1700 residenti – dichiara – La popolazione si caratterizza per un’età media relativamente bassa ed è animata da diversi ragazzi e bambini. L’Amministrazione intende migliorare materialmente il paese e renderlo vivibile. Abbiamo due possibilità per costruire il palazzo più alto o mettersi a lavorare senza creare danni ai palazzi circostanti oppure costruirsi un palazzo modesto abbattendo gli altri. Credo che dobbiamo propendere per costruire il palazzo più alto e con una sana competizione fare sempre più bello San Pietro al Tanagro”.

Il consigliere di minoranza Piera Aromando ha parlato del gruppo “San Pietro in Movimento”, nato in occasione dell’ultima campagna elettorale. Ha spiegato i motivi che li hanno spinti a intraprendere questo progetto politico e l’impegno che ogni giorno mettono in campo per il bene dei cittadini. Il gruppo ha donato al Vescovo una bozza di riqualificazione dell’edificio adiacente la Casa Comunale, l’ex asilo, che racchiude il senso delle istituzioni e della chiesa.

Sono davvero commosso per l’onore che mi è stato concesso di poter incontrare le istituzioni e la comunità nella Casa Comunale – sottolinea il Vescovo – Questi nostri piccoli territori sono provati anche dall’insorgenza di sostanze e comportamenti. I ragazzi vogliono le regole ma dietro queste vogliono un punto di riferimento che siamo noi. I giovani sono diffidenti su coloro che vogliono dettare le regole senza coinvolgerli e renderli protagonisti. Noi abbiamo l’obbligo di liberarli dalla paura e non fare paura. Chi si impegna nella politica lo fa mettendoci la faccia ed impegnarsi in un discorso politico è la forma più alta di carità. Il profilo che vorrei dare alla nostra Chiesa è quello di una Chiesa in relazione, in ascolto e umile”.

– Annamaria Lotierzo –

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