Nelle scorse settimane Giulio Golia e Francesca Di Stefano della redazione del programma televisivo “Le Iene” si sono occupati dell’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, raccontando quello che sembra non tornare nella ricostruzione di quella notte ed il numero curiosamente alto di carabinieri a vario titolo coinvolti nella vicenda oltre che il giro di droga nella frazione di Acciaroli di cui Vassallo si era lamentato più volte con la locale Caserma dei Carabinieri.

Adesso una clamorosa rivelazione getta nuove ombre sull’omicidio. Una fonte spinge i giornalisti de “Le Iene” ad approfondire il possibile ruolo di una figura molto importante, l’ex Generale dei Carabinieri e fondatore dei Ros Domenico Pisani, originario di Pollica e che tornava spesso in città. Sembra che i rapporti tra lui e Vassallo non fossero idilliaci e dietro alle tensioni ci sarebbe stata la richiesta del Generale di concedere ai fratelli Esposito una concessione balneare, rifiutata dal primo cittadino.

Vassallo aveva deciso di non permettere altre concessioni e questo gli avrebbe provocato molti nemici, secondo la sua vedova. Il lido avrebbe dovuto essere gestito dalla figlia del Generale, Ausonia, vigile urbano di Albano Laziale che fu coinvolta l’anno dopo la morte di Vassallo in un caso di spaccio di droga conclusosi con una sparatoria in cui morirono due persone. A sparare fu Sante Fragalà, all’epoca compagno di Ausonia. Entrambi sono stati condannati per gli omicidi, lui a 26 anni di carcere e la figlia del Generale Pisani a 16 anni. Un fatto di cronaca che sarebbe collegato alla morte di Angelo Vassallo per un dettaglio, perchè la pistola posseduta da Ausonia ma originariamente di proprietà del Generale era simile a quella che avrebbe ucciso il sindaco di Pollica. La perizia però ha escluso che si tratti della stessa arma.

Sembra inoltre che Ausonia Pisani quel giorno avesse un’altra pistola dello stesso modello ma con matricola abrasa, che fu trovata nascosta in casa sua due anni dopo. Non si sa se anche su quell’arma sia stata fatta una perizia ma, secondo quanto raccontato ieri sera nel servizio de “Le Iene”, sembra che nei giorni della morte di Vassallo i telefoni di Ausonia Pisani e Sante Fragalà si fossero agganciati alla cella di Pollica. Fragalà, secondo gli investigatori, sarebbe stato uno dei capi del Clan omonimo, presunta associazione mafiosa del litorale romano.

Dopo la condanna Sante Fragalà è diventato collaboratore di giustizia e ha contribuito a far compiere altri arresti.

“Le Iene”, pur non sapendo se esista un possibile collegamento tra questa vicenda e l’omicidio di Vassallo, ribadiscono l’appello a chiunque conosca qualsiasi dettaglio su questa storia a contattare la redazione di Italia 1 per fare luce sul mistero irrisolto.

– Chiara Di Miele –


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