36 anni fa il terremoto dell’Irpinia.Le testimonianze dei sopravvissuti dell’Alto Sele Le telecamere di Ondanews a Valva e Castelnuovo di Conza - VIDEO -



































Sono passati 36 anni dalla scossa di terremoto che la sera del 23 novembre 1980 distrusse e rase al suolo i comuni dell’Irpinia e del salernitano.

Bastarono solo 90 secondi di scossa per provocare 280mila sfollati, oltre 3mila morti e 2800 feriti. Tra i comuni maggiormente colpiti nel salernitano Castelnuovo di Conza, Laviano, Santomenna, Colliano, Valva, Oliveto Citra, Palomonte, San Gregorio Magno e Buccino.

A Castelnuovo di Conza, zona dell’epicentro del sisma, i morti furono 85 su una popolazione di 450 abitanti, mentre a Valva, i morti furono 7.








Territori, quelli dell’Alto Sele, che ancora oggi portano i segni indelebili di quella notte funesta. Storie di uomini e donne che si intrecciano, sopravvissuti alla catastrofe e uniti dal dolore per la perdita dei propri cari morti sotto le macerie del sisma.

Quest’anno Ondanews ha visitato Castelnuovo di Conza e Valva per raccontare la storia di chi ha perso tutto, ma non la voglia di vivere.

– Mariateresa Conte 




































2 Commenti

  1. Domenico says:

    Avevo 5 anni ed abitavo a tufariello..
    Nonostante i pochi anni che avevo non dimenticherò mai quella maledetta sera ed i mesi successivi.
    L assenza delle istituzioni, la protezione civile che nemmeno c era come corpo, le nottate a dormire in auto prima e in tende raccimolate poi.
    Quanto meno oggi almeno nell emergenza si riesce ad intervenire tempestivamente.
    Le scuole nemmeno a parlarne, rabbrividisco ancora oggi nel ricordare gli anni passati nelle scuole elementari a Salvitelle all interno di prefabbricati privi di termosifoni. Tutti usavamo indossare sotto i pantaloni anche il pigiama per sentire meno freddo anche perché d inverno da quelle parti era molto freddo.
    Grazie al presidente Pertini che scosse le istituzioni e sveglio’ la macchina amministrativa.
    Di soldi ne arrivarono a palate ma gestite da mani sporche avide.
    Agli amici degli amici costruirono subito le case, alla povera gente ci sono voluti decenni e ancora oggi ad Auletta ci sono persone che attendono..
    Che tristezza!
    Ormai sono 27 anni che non abito più li ma il ricordo e le origini non si possono dimenticare..

  2. Tonino B. says:

    Mi trovavo nel centro storico di Montesano ed è stata un’esperienza terrificante, una paura tale che me la sono portata dentro per più di vent’anni, ogni movimento strano mi creava il panico. Immagino quanta sofferenza le popolazioni del reatino che da mesi sono torturati dal sisma continuo.

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