
Prosegue l’impegno nell’attività di prevenzione e repressione degli illeciti ambientali da parte del personale del Nucleo Polizia Locale di Capaccio coordinato dal Comandante Clelia Saviano.
Alle prime luci dell’alba è stato eseguito un nuovo blitz: l’ennesimo intervento attivato a seguito del ritrovamento in un canale di reflui zootecnici. Sul posto si è recato il personale del Nucleo di Polizia Locale supportato da personale tecnico del Nucleo Guardie Giurate Ambientali Accademia Kronos APS e da funzionari regionali in servizio presso il Parco Regionale del fiume Sarno.
Immediatamente è stata avviata un’accurata ispezione dell’azienda zootecnica che ha consentito di accertare che l’imprenditore smaltiva illecitamente sul suolo i reflui provenienti dall’intero centro aziendale, ma anche dai locali destinati alla sala mungitura e sala refrigerazione del latte provocando un diffuso fenomeno di inquinamento del suolo.
Gli agenti, inoltre, grazie all’ausilio della fluoresceina sono riusciti a documentare attraverso quali condotte interrate venivano illecitamente smaltiti i reflui delle strutture e del centro aziendale nei canali esterni, ma la scoperta più importante è avvenuta quando gli agenti hanno notato la presenza di alcuni cani tenuti in condizioni igienico sanitarie molto precarie, attivando un controllo più minuzioso che ha consentito di trovare in evidente stato di abbandono una cagna di razza maremmano lasciata dentro un ripostiglio pieno di rifiuti. Il povero cane quasi immobile a causa di alcune ferite era rinchiuso da tempo in poco spazio, senza acqua e cibo ma soprattutto completamente immobile a causa della frattura di alcuni arti per cui è stato richiesto immediatamente il supporto del Servizio Veterinario Capaccio Paestum coordinato dal dottor Masiello, che immediatamente è giunto sul posto e ha proceduto al controllo dei capi bufalini che il proprietario deteneva in condizioni igienico pessime. Il controllo dell’Asl è continuato nelle sale mungitrici prive di ogni requisito igienico.
A seguito di quanto accertato gli agenti hanno ispezionato gli altri locali aziendali e proprio in occasione di un ultimo controllo hanno trovato nascosto un fucile calibro 8 non dichiarato, di cui nessuno era in grado di fornire indicazioni.
Al termine dell’attività gli agenti, valutati i reati accertati, hanno proceduto al sequestro dell’intero centro aziendale di 7800 metri quadri, a quello del fucile in quanto detenuto illecitamente, rilevando numerose violazioni poiché in sede di accertamento sono stati trovati ingenti quantitativi di rifiuti abbandonati e poi dati alle fiamme e infine è stato contestato al responsabile il reato di cui all’articolo 544 ter CP perché senza alcuna necessità ha rinchiuso all’interno di un locale piccolo e angusto e colmo di rifiuti la cagna.
Tale operazione si inserisce in un più ampio ventaglio di operazioni dei caschi bianchi a tutela ambientale del territorio che continueranno a tappeto su tutto il territorio.




