le mosche buonabitacolo 2Gli uomini di Argo sono i miei uomini. Devo aprir loro gli occhi. Della loro sorte ne faranno ciò che vogliono: essi sono liberi“. È il monito di Oreste, il giovane condottiero che libererà la città di Argo dal potere usurpatore di Egisto e Clitemnestra. Una grande riflessione quella offerta da “Le mosche” di J. P. Sartre, testo topico dell’esistenzialismo francese, portato in scena dall’Istituto di Arti Sceniche – Vallo di Diano che, dopo il grande successo della prima, sarà in replica a Buonabitacolo il 18 agosto alle ore 20.30 presso Piazza Picinni Leopardi, anche grazie al sostegno del comune di Buonabitacolo, della BCC di Buonabitacolo, dell’Associazione Fermento e della scuola di ballo Capoeira.

Adattato e diretto dal regista Giancarlo Guercio, con la consulenza di Enzo Lovisi, l’allestimento vede in scena circa 30 operatori tra attori, assistenti, tecnici e collaboratori. I ruoli principali saranno interpretati da attori ormai noti al pubblico valdianese tra cui Rosita Speciale, Angelo del Pizzo, Cono Cimino, Emiliano Spira, Natalino Nappo, Maria Carmela Bruzzese, Anna Pizzone, Elisabetta Lauria, Annalucy Menafra e con la partecipazione straordinaria di Biancarosa Di Ruocco. A loro si affiancheranno 12 giovani ballerine che interpreteranno il coro delle Erinni. Le scenografie sono curate da Alessia Rotella e Angelo Cimino mentre l’assistenza tecnica è gestita da Salvatore Falabella.

Le mosche di Sartre – dichiara Guercio – è un testo potentissimo, per parola e azione di scena. Sono enormemente soddisfatto del lavoro realizzato e posso dire con orgoglio di aver messo in piedi una macchina artistica e organizzativa di notevole livello qualitativo. Non avrei potuto immaginare questo spettacolo senza i tanti collaboratori che mi hanno seguito per mesi e con me hanno definito un prodotto d’arte e artigianato unico nel suo genere. A dimostrazione del fatto che anche nel nostro territorio si può fare arte e cultura: settori che vanno incentivati adeguatamente per essere una preziosa risorsa sociale“.

– Paola Federico –


 

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