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Bimba si sente male e rischia la morte a Marina di Camerota. Salvata da un infermiere fuori servizio
11 Luglio 2021
NurseTimes
Poteva trasformarsi in tragedia quanto accaduto venerdì a Marina di Camerota dove un infermiere fuori servizio ha salvato la vita di una bambina.
Vincenzo Faraone, coordinatore responsabile del Picc Team Aorn del “Cardarelli” di Napoli, si trovava nel parco giochi della nota cittadina turistica cilentana insieme al figlio quando all’improvviso una bambina di 3 anni, in vacanza con la famiglia, si è accasciata al suolo. Il tempestivo intervento dell’infermiere ha evitato drammatiche conseguenze.
Ha praticato alla piccola, colpita da un improvviso arresto cardiaco, le manovre di rianimazione cardiopolmonare necessarie per salvarla. Durante le fasi concitate dell’emergenza, ha coordinato le persone presenti sul posto invitando ad allertare il 118. All’arrivo dei sanitari la piccola respirava regolarmente. In seguito è stata trasferita all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania per accertamenti. Le sue condizioni di salute, fortunatamente, non sarebbero preoccupanti.
All’infermiere Faraone è giunto il plauso dell’Ordine professionale di Napoli e quello della Presidente Teresa Rea.
“Ho ancora davanti ai miei occhi il bellissimo e innocente volto di quella bimba bionda dagli occhi azzurri priva di conoscenza tra le braccia del padre in lacrime terrorizzato dal fatto che la figlia non fosse più cosciente e che non avrebbe più potuto veder sorridere – racconta l’infermiere eroe -. In quegli attimi devi agire velocemente con freddezza e concentrazione, il mio unico obiettivo era quello di riportare in vita quel piccolo angelo e ridare ai genitori l’unica cosa che ti dà la forza di vivere, il benessere dei propri figli. Ho fatto solo ciò che tutti i miei colleghi medici o infermieri, poco importa, avrebbero fatto in quel momento. Io lavoro quotidianamente mettendo i pazienti al centro del mio mondo e cerco di farne capire l’enorme importanza a tutti i colleghi con i quali mi rapporto ogni giorno. Il paziente prima di tutto, sempre. Insieme a tutti i componenti del mio team e del nostro Ordine professionale lavoriamo sodo per migliorare sempre le competenze e metterle al servizio dei cittadini. Prima di essere un operatore sanitario sono un padre anche io e per questo sono ancora più felice di ciò che ho fatto, rimettere tra le braccia del padre quell’angelo è stata un’emozione indescrivibile“.
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