A conclusione del processo sul “Piano Condor” la Cassazione ha condannato all’ergastolo il 72enne Jorge Nestor Troccoli, ex ufficiale uruguaiano processato insieme ad altri ex esponenti dei Servizi di sicurezza di Paesi sudamericani, al potere tra gli anni Settanta e Ottanta.

Dal 2019 è residente a Battipaglia e così, dopo la condanna in ultimo grado, è stato prelevato dalla sua abitazione di località Belvedere dagli uomini del Ros che hanno eseguito l’ordine emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma. La Suprema Corte ha confermato la condanna per l’ex capo dei servizi di intelligence uruguaiani accusato della sparizione di diversi militanti che si opponevano al regime militare.

Ad avviare il primo processo nei confronti di Troccoli nel 2007 fu un pm uruguaiano, ma l’uomo era già fuggito. Arrivò a Marina di Camerota, dove aveva origine la sua famiglia, dopo aver chiesto e ottenuto la cittadinanza italiana. Si costituì, ma per un errore nella richiesta di estradizione fu rilasciato e continuò a vivere nel Cilento con la moglie. Nel 2015 il pm Giancarlo Capaldo diede inizio al maxi processo per le vittime italiane delle dittature sudamericane, quelle del Plan Condor, l’operazione del 1975 tramite la quale 8 Stati sudamericani si impegnarono a catturare i militanti esiliati in America Latina, negli Stati Uniti e in Europa. Troccoli era tra i fucilieri della Marina uruguaiana e nel 1977 fu trasferito in Argentina per catturare i militanti uruguaiani lì esiliati. E’ accusato della morte e della sparizione di 20 persone. In primo grado fu assolto, ma in Appello la sentenza si ribaltò. 

Dopo l’arresto Troccoli è stato trasferito nel Carcere di Fuorni. 

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