Finì al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia in condizioni disperate dopo che la mamma, tossicodipendente, gli aveva somministrato metadone per far fronte alle crisi di astinenza del neonato che già in grembo era stato drogato.

L’episodio risale all’estate del 2019, il piccolo aveva solo 50 giorni. Ora, a distanza di due anni, come si legge su “Il Mattino“, quella vicenda, per cui il bimbo è finito prima in una struttura e poi è stato affidato ad una famiglia dal Tribunale per i minorenni, approda davanti ai giudici.

Il Gup del Tribunale di Salerno, all’esito dell’udienza preliminare, ha infatti rinviato a giudizio i genitori del bambino, un 35enne marocchino e una 27enne georgiana da anni residenti a Battipaglia, accusati entrambi di aver somministrato sostanze oppiacee al figlio.

I fatti sono avvenuti tra i mesi di giugno e luglio del 2019, ma solo il 28 luglio vennero a galla, quando i genitori del piccolo, resisi conto che era in preda ad una crisi forte, capirono che non restava altro che farsi aiutare in ospedale.

Fu la mamma a raccontare ai sanitari di aver somministrato metadone al neonato per calmare le crisi di astinenza. Il bambino fu salvato in extremis e la Procura aprì un fascicolo per far luce sulla vicenda. Ora, dopo due anni, per i genitori si apre il processo.


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