
L’annuncio dell’ampliamento del Porto commerciale di Salerno ha smosso le associazioni ambientaliste e non solo che gridano allo scempio e alla scomparsa della spiaggia pubblica a ridosso del Molo di Ponente. Contrario al masterplan così definito anche il Codacons, l’associazione che tutela i consumatori.
Al fine di far sentire la propria voce, domani, domenica 4 gennaio, alle ore 10, esponenti di Italia Nostra, Legambiente Orizzonti e Comitato Salute e Vita si ritroveranno sull’arenile di via Ligea “a rischio scomparsa”, come affermano.
Il masterplan, infatti, tra le varie cose, prevede che entro il 2030 siano eseguiti, oltre all’ampliamento della banchina di ponente, anche lavori di prolungamento del Molo di Ponente e l’allungamento del Molo di Levante. Ciò comporterà pure la modifica delle rotte d’ingresso in porto delle navi, che avverrà più sotto costa tra Cetara e Vietri sul Mare, mettendo a rischio l’ecosistema della Costa d’Amalfi, già patrimonio Unesco.
“Salerno ha già dato molto al Porto in termini di impatto ambientale e di inquinamento. Ora basta!” così protestano le associazioni.
Secondo il Codacons Salerno i rischi dell’ampliamento del porto riguardano le minacce alle spiagge pubbliche e gli impatti ambientali. “Troppe cose non sono chiare – afferma il Presidente Codacons Campania Matteo Marchetti -. Non sono chiari gli effetti positivi che avrebbe sull’economia il prolungamento della banchina, non sono chiare le incidenze sull’ambiente di un’opera di notevole portata, senza contare che non sono diffuse nemmeno le misure di mitigazione”.
Il Codacons proporrà alle altre associazioni e ai comitati di presentare un dossier all’Unesco perché vi sia una presa di coscienza anche da parte di Enti sovranazionali che sono chiamati a prendere posizione su beni che essi stessi riconoscono come di pregio paesaggistico.
“Non tutto può essere piegato alle logiche del profitto e della speculazione – rimarcano i detrattori del progetto – Le Autorità competenti pensino piuttosto a migliorare la vita dei cittadini con misure semplici, capaci di dare vera attuazione alle norme europee”.
Il Codacons chiede che “l’Autorità portuale e, per quanto di competenza, il Comune di Salerno si attivino per fornire informazioni sulle infrastrutture e si chiariscano innanzitutto i tempi di apertura al traffico di Porta Ovest. Chiediamo di istituire una task force per una maggiore integrazione tra città e porto, di creare un ecosistema città-porto più sostenibile e sano, di istituire strumenti di rilevazione permanente della qualità dell’aria e delle emissioni derivanti dalle attività in porto con relativa pubblicazione dei dati; istituire un presidio permanente di Polizia municipale per la regolamentazione del traffico in via Porto. Bisogna che si renda effettiva l’esecuzione del Piano di gestione delle acque, con istituzione di un monitoraggio permanente della qualità delle acque e degli sversamenti in mare da parte delle navi, con pubblicazione dei dati. Chiediamo poi che siano redatti periodicamente rapporti ambientali per garantire che gli utenti portuali siano conformi alle norme. E’ necessario far rispettare il principio del ‘chi inquina paga’ in caso di incidente. Bisogna aprire un dibattito per abbattere le barriere e aprire, ove possibile, lo scalo marittimo alla città”.
“Questa è la svolta vera di cui ha bisogno la città, non opere faraoniche o inutili, questa la politica delle cose possibili e condivise con i cittadini” chiosa il Codacons.


