Sono passati, ormai, sei mesi da  quando abbiamo appreso la notizia che la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha esaminato lo studio di fattibilità relativo al Progetto “Alta Velocità – Alta Capacità, SA – RC”.

L’8 giugno 2021 si è tenuta in Commissione Lavori Pubblici al Senato l’audizione dei Rappresentanti di RFI – Rete Ferroviaria Italiana SpA sulla costruenda Linea Ferroviaria “Alta Velocità Sa – RC”, il cui passaggio è previsto attraverso il Vallo di Diano, che beneficerà, finanche, di una stazione di sosta.

Tale propizia e vantaggiosa fermata deve essere individuata in una località valdianese, che sia la più conveniente e strategica possibile per il collegamento con i Centri Urbani ed Imprenditoriali dell’intera area territoriale di appartenenza Distrettuale, Regionale ed Interregionale.

Tra le possibili chances di scelta è stato espressamente indicato dal Direttore degli investimenti RFI, l’ing. Vincenzo Macello, il Comune di Atena Lucana, per la sua posizione geografica e stradale – egli ha detto – “di ottimale connessione”  con le città del Vallo di Diano, con il Cilento e con la Basilicata.

A fronte di così importante notizia, diffusa, in verità, solo da qualche emittente televisiva locale, dalla testata giornalistica online  “Ondanews” e da qualche sporadica iniziativa privata di dibattito pubblico, si è generato stranamente un silenzio assoluto generale, quasi assordante, delle Amministrazioni comunali, delle Associazioni ambientali – socio politico – culturali, comprese, ahimè, quelle più interessate alla collocazione della Stazione.

Forse è stato lo shock, scatenato da questo annuncio inatteso, a paralizzare le menti critiche e perspicaci dei valdianesi, quasi incredule di tanta liberalità di questo Stato, dopo decenni di spoliazioni, di sottrazioni, di impoverimento del territorio valdianese, prono ad uno scempio continuo.

Vive e brucianti sono ancora le ferite della soppressione della tratta ferroviaria “Sicignano – Lagonegro”, dopo aver già eliminato il percorso ferroviario a scartamento ridotto della Littorina della Società Calabro Lucana – “Atena Lucana Scalo – Marsico Nuovo”, che aveva ristorato e gratificato molte popolazioni valdianesi e lucane.

L’amaro più forte da ingoiare è stata ed è la constatazione che a concederci questi servizi erano stati il Governo monarchico savoiardo e quello fascista, mentre la Repubblica ce li ha sottratti!

Eppure, le due tratte ferroviarie avevano pienamente assolto alla loro funzione di volano e di supporto allo sviluppo imprenditoriale, culturale, turistico, oltre a fare da stimolo all’integrazione sociale di più ambiti territoriali, regionali ed interregionali!

Altra sciagura per questa terra nostra è stato lo scippo per la seconda volta del Tribunale di Sala Consilina, dopo due secoli di fervida attività giuridica, vera fucina e scuola di giurisprudenza e di eloquenza, generatrice di figure indimenticabili di legislatori e principi del Foro, quali Francesco Brandileone, Diego Gatta, Alfredo Vajro, Giuseppe Mezzacapo e Alfredo De Marsico, per limitarci ai nomi più noti alla gente.

Il Tribunale e le stesse Carceri di Sala Consilina, anch’esse soppresse, erano altresì un baluardo di legalità, di ordinato e sereno vivere civile per un’utenza di oltre centomila abitanti.

Moti uffici amministrativi sono stati trasferiti altrove ed è stato declassato e depotenziato l’unico Presidio Sanitario della zona, gli Ospedali Riuniti di Polla e Sant’Arsenio, così utili ai bisogni della gente e così necessari alla Medicina d’Urgenza per i tanti traumi e malesseri che si generano sull’Autostrada, alla cui “entrata” di Polla sono quasi legati. Oggi, tuttavia, molti reparti sono sotto pericolo continuo di soppressione, dopo averne eliminati alcuni.

Non parliamo dell’agricoltura, da sempre motore primario di vita e di sviluppo di questa meravigliosa plaga, ridotta a brandelli, snaturata, abbandonata, vilipesa nella sua produzione, dopo che la Valle di Diano era stata chiamata la “Piccola Svizzera Salernitana”, grazie ad una accorta e salutare politica agricola del passato e soprattutto del periodo del boom economico del dopoguerra che, con leggi appropriate, come quella della “Piccola proprietà Contadina”, aveva creato un diffuso benessere.

Brulicava la nostra Valle di estese e diversificate coltivazioni, di aziende di trasformazione del latte, della carne, della lana, etc., di stalle piene di animali di razze selezionate, di campi con produzioni specializzate, come quelle del tabacco, della barbabietola da zucchero.

Ne beneficiavano tutti gli altri comparti, dalla Scuola ai Trasporti, dalla Sanità alla Meccanica etc.

Ora c’è solo abbandono e desolazione nei nostri terreni, che ci avevano consentito la Mobilità Sociale, il riscatto dall’ignoranza e dalla servitù!

Tutte queste amare riflessioni, messe a confronto con la meravigliosa comunicazione del passaggio nella nostra valle dell’Alta Velocità Ferroviaria, ci dovrebbe far svegliare da questo torpore, da questo stato comatoso dello Spirito, gridare di gioia, esaltarci e non lasciare passare nell’indifferenza generale, questa fortunata occasione, questa felice chance, che ci viene offerta, di ripresa economica e di sviluppo sociale e culturale.

Dobbiamo parlare, discutere, far sentire i nostri bisogni e convincere sempre più la RFI e le autorità preposte e deputate alla definitiva deliberazione della costruzione della Ferrovia Alta Velocità, passante per il Vallo di Diano, che tale lodevole Iniziativa è la scelta più giusta ed azzeccata sul piano costo – benefici e sul piano della sua positiva ricaduta sociale su una platea amplissima di popolazione di molteplici Distretti territoriali dell’Italia Meridionale.

Confrontiamoci, noi Valdianesi, scontriamoci pure, ma in maniera civile e razionale sulla località da destinare a Stazione di sosta, ma non facciamo spegnere il focus di interesse manifestato per il nostro territorio da parte di RFI!

Gli altri Distretti sono all’agguato, stanno lavorando alacremente ed allertando le loro forze politiche, i loro parlamentari, i loro numerosi Appoggi ed  Aderenze statali e non, pronti a sostenerli e far ricadere la scelta del passaggio della Ferrovia Alta Velocità sulla loro area territoriale, così come hanno già fatto per Ospedali, Uffici Amministrativi, Scuole etc.

Lo hanno capito  i nostri fratelli Lucani, che si sono già mobilitati, facendo votare a numerosi Consigli Comunali delibere di aderenza alla  Mozione – Atto di Indirizzo di parecchi Comuni della Basilicata, con capofila il Comune di Brienza, di sostegno della scelta della stazione di sosta della Linea Ferroviaria Alta Velocità SA – RC, passante per il Vallo di Diano, nel Comune di Atena Lucana.

I numerosi Comuni della Basilicata e soprattutto quelli gravitanti sulla Val d’Agri, da Brienza a Sasso di Castalda,  a Sant’Angelo le Fratte, a Satriano, a Marsico Nuovo, a Grumento, a Viggiano, etc., sono sicuramente interessati ad una Stazione di Sosta della Ferrovia Alta Velocità collocata ad Atena Lucana Scalo.

Qui, infatti, prende inizio la moderna superstrada S.S. 598 “Fondo Valle d’Agri”, che, in linea di continuità con l’uscita e l’entrata dell’Autostrada del Mediterraneo, ex Del Sole, attraversa tutta la Val d’Agri e si dirige verso Matera e Taranto.

Essa collega la Valle di Diano con la Maggior parte dei Distretti Urbani ed Ambientali della Basilicata e con i suoi principali Poli Economici, Sanitari, Culturali e Turistici per mezzo di una serie di arterie stradali, che, lungo il loro percorso, si distaccano.

Da Brienza, infatti, si diparte una moderna superstrada che, attraverso gallerie, anche lunghe, ed arditi viadotti, raggiunge celermente Sasso di Castalda, Satriano, Tito, Potenza, mentre,  all’altezza   di Scanzano, la S.S. 598  si coniuga con numerose strade, che, a Nord portano a Matera e a Taranto, mentre a Sud raggiungano le cittadine della Basilicata Sud – Orientale, dirigendosi verso la Calabria.

I centri urbani e i relativi poli di attività della Fascia Centro Meridionale vengono serviti, sempre partendo da Atena Lucana Scalo, dall’Autostrada, direttamente o tramite ramificazioni collaterali, come all’altezza di Lauria, dove departe la superstrada “Sinnica”, che porta a Latronico, Episcopia, Rotonda, Francavilla, Senise, etc., città di interesse storico ambientale  ed economico.

Le strade sopra menzionate, oltre a collegare i centri urbani, i loro poli economici, ci offrono, a portata di mano, un bagno salutare nel verde dei boschi dell’Appennino Lucano, dei suoi Parchi Nazionali, del “Pollino” e del “Val d’Agri – Lagonegrese”, dotati di stazioni sciistiche, di seggiovie, di tappeti trasportatori.

Lo possiamo osservare  sul “Passo della Sellata” che, con il Pierfaone e l’Arioso, costituisce un formidabile comprensorio turistico di sport invernali e di percorsi escursionistici, che può soddisfare l’universo degli Interessi  delle persone di ogni età.

Ci viene offerta, a buon prezzo, una ossigenazione rigenerativa del nostro apparato respiratorio nell’area incontaminata e fresca dei verdi boschi; possiamo scoprire gli antichi tratturi tracciati dalle greggi e dagli armenti e salire sulle bianche cime dei monti, dove, si spalancano ai nostri occhi “amplissimi spazi” tra cielo e terra e noi ci perdiamo nell’immensità.

Si può passeggiare, però, più a bassa quota o entrare nel silenzio e nella pace di grandi Santuari, per riposare il nostro Spirito ed elevare l’anima a Dio in luoghi sacri, frequentati e venerati da tante generazioni passate, come il Santuario famosissimo della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano.

I più interessati, però, ad una stazione di sosta della Ferrovia Alta Velocità, ad Atena Lucana Scalo, siamo noi, abitanti del Vallo di Diano, per la centralità di questo sito e per la prossimità alle strade di destinazione molteplice e perché trarremmo tutti profitto, in egual misura, da una stazione di così alto livello, che genererà uno sviluppo generale del territorio, facendolo rinascere.

Basti pensare ad una piccola stazione di sosta di pullman tra Atena Lucana e Sala Consilina, la quale ha promosso una intensa attività ristoratrice.

Noi, soprattutto di Atena, dovremmo fare il diavolo a quattro e fare da persuasori e trascinatori per raggiungere l’obiettivo della collocazione della Stazione di Sosta Ferroviaria Alta Velocità ad Atena Lucana Scalo, o nelle immediate vicinanze.

Dovremmo far capire ai nostri competitori che è il posto più adatto e conveniente per tutti, perché ad Atena Lucana Scalo c’è una confluenza e si determina una concentrazione di strade, direttrici Nord-Sud, Est-Ovest.

Esso è un nodo stradale naturale, esistito ed attivo fin dall’antichità più remota, quando i Micenei del XVII sec. a.C.  ne avevano fatto lo sbocco logico dei loro traffici commerciali.

Essi, infatti, sbarcati sullo Ionio, nel Golfo di Taranto, risalivano lungo il corso dell’Agri smerciando i loro prodotti ceramici e  toreutici (aurei e bronzei), fino a raggiungere il Passo dei Pozzi, donde si spianava ai loro occhi la nostra grande valle, sovrastata da un agglomerato urbano (la futura Atena), disteso su una collina, che declinava dolcemente a valle.

I Micenei lo scelsero subito come il loro fondaco più avanzato e lo elevarono a città, a cui costruirono le famose mura Pelasgiche di cinta, di cui ancora miracolosamente restano alcuni Avanzi archeologici.

Ai Greci subentrarono  come conquistatori i Lucani ed anch’essi l’apprezzarono per la sua posizione geografica e la rafforzarono con ulteriori mura di protezione, la ingrandirono e ne fecero una delle  dodici capitali della loro Confederazione Lucana.

Ai Romani vincitori, grandi guerrieri e conduttori di eserciti, dotati di esperti ingegneri e tecnici militari, non poteva sfuggire la posizione strategica della città di Àtina antica e la tennero in grande considerazione.

Essi chiamarono, infatti, questa nostra Valle “Campus Atinàs” , cioè territorio sotto la giurisdizione amministrativa di Àtina, che scelsero come sede di residenza o di vacanze.

Molte famiglie romane vi si trasferirono e tra queste la “gens Antonia”, la “gens Helvia” . Quest’ultima è famosa per essere legata al grande oratore, filosofo, scrittore e politico Cicerone, perché sua madre era una “Helvia” e lui si fermò ad Àtina presso i suoi parenti nei drammatici giorni della sua fuga in esilio, per riposarsi la notte, prima di riprendere il viaggio per raggiungere la Puglia ed imbarcarsi per Durazzo.

E’ lui stesso che lo racconta nelle “Epistulae”, esprimendo una nota storica ed affettiva per Àtina nostra, quando ci dice che egli dormì una notte straordinaria, allietata da un sogno bellissimo del suo sollecito ritorno in patria avvenuto “in quadam villa Campi Atinatis” (in  una residenza di campagna del territorio di Àtina).

La nota affettiva riguarda il sogno fatto presso la famiglia della madre, senza, però farne il nome per non comprometterla, mentre la precisazione storica riguarda l’espressione “Campi Atinatis”, cioè territorio di Àtina, città leader soprattutto della sponda orientale della Valle come ci viene confermato da altri grandi ed autorevoli storici, quali Plinio il Vecchio e Valerio Massimo.

In Àtina i Romani costruirono molte ville ed allietarono la città di templi, di are, di statue, di monumenti, di terme, di foro lastricato, di anfiteatro, etc.. Nel suo territorio fecero passare una delle strade, o vie consolari, più importanti di Roma antica, la famosa “Via Popilia”  (meglio “Via Aquilia”), che era il terzo ramo della “Via Appia”, la “Regina Viarum”, che portava in Calabria e scendeva fino alla provincia di “Sicilia”.

Nella nostra Valle essi stanziarono Legioni Romane di fondazione Augustea, avviarono la bonifica delle zone paludose scavando il “Foxatum”, realizzarono la Riforma Agraria Graccana e vi impiantarono, lungo la via consolare, un “Forum”, cioè una stazione di sosta, dotata di strutture ricettive, di palazzi amministrativi, di ogni supporto di uomini, animali e cose, necessari non solo al viaggiatore, ma agli eserciti romani, che vi transitavano per pattugliare il territorio conquistato fino in Sicilia.

Essa è riportata nelle Carte Geografiche Antiche con il nome di “Forum Popili”  nel centro della valle, nell’attuale località di Santantuono.

Sembra proprio che la storia si ripeta con la costruenda Stazione ferroviaria   Alta Velocità SA-RC, ad Atena Lucana Scalo!

Noi Atinati non dobbiamo tradire ciò che ci hanno consegnato i nostri illustri Antenati e ciò di cui la natura stessa ci ha fornito, ma essere all’altezza della nostra gloriosa storia e del favorevole Ambiente!

Dobbiamo insistere sulle prerogative e specificità territoriali che Atena Lucana possiede e che i nostri Padri hanno fatto valere.

Atena Lucana era, è e dovrà rimanere uno dei poli fondamentali della viabilità stradale e ora, anche ferroviaria dell’Italia Meridionale.

Dal suo Forum o stazione di sosta sulla Via Consolare si staccavano ramificazioni secondarie, che facevano da trait d’union con vie consolari di altre regioni.

Dal Forum Popili, si distaccava una bretella, che congiungeva il Vallo di Diano con Brienza (l’antica “Acerronia”), dove passava la via consolare che da Potenza portava a Grumento; sempre dalla Via Consolare Popilia dipartivano bretelle che congiungevano il versante orientale della Valle di Diano con quello occidentale, dove si immettevano in rete stradali più grandi, che valicavano i tratti montuosi dell’Appennino e scendevano sia a Paestum, sia a Policastro (Antica Pixunte) sul Mar Tirreno.

La situazione attuale della viabilità non è molto cambiata da quella antica sopra descritta, perchè è stata ridisegnata tutta sulla linea di percorso di Itinerari stradali antichi.

Certamente ci sono state nel tempo straordinari miglioramenti e innovazioni: le vie consolari spesso sono diventate autostrade, o strade complanari; le ramificazioni stradali sono state potenziate, sono stati costruiti ponti avveniristici, gallerie che traforano interi sistemi montuosi, riducendo moltissimo le distanze; sono state realizzate arginature, fossi   di scolo, cunette, parapetti, una precisa segnaletica stradale; c’è una manutenzione più regolare e soprattutto si trova su di esse molta più sicurezza.

Tutti questi benefici sono disponibili per il viaggiatore – visitatore – turista, che scende alla stazione di sosta Alta Velocità di Atena Lucana.

Egli può immettersi subito sull’Autostrada o sulla S.S. n. 19 per raggiungere qualsiasi città del Vallo, o un suo sito turistico – economico  per beni cultuali, artistici,   ambientali ed economici come la Certosa di Padula o le Grotte di Pertosa per nominare solo i pezzi più forti a Nord e a sud, dei nostri attrattori turistici e come i numerosi centri imprenditoriali e commerciali.

Se egli deve raggiungere i paesi del Cilento Settentrionale utilizzerà immediatamente la breve bretella, diritta come la canna di un fucile, che parte dal ponte sul Tanagro, si  incrocia con la S.S. n. 426 e si immette subito sulla S.S. n. 166.

Quest’ultima, rimodellata sull’antico tracciato classico,  da noi sopra menzionato, si inerpica lungo le maestose e paesaggistiche giravolte fino   al panoramico e alto “Passo della Sentinella”  e, dopo aver visitato siti archeologici e  classici come quello di Roscigno, scende dolcemente sulla piana di Paestum, dopo aver toccato e servito il centro  urbano Roccadaspide.

Il viaggiatore, che deve recarsi nel Cilento Meridionale e Centrale, partendo sempre dalla stazione di sosta di Atena Lucana, ha la possibilità di entrare nella S.S. 19, oppure sull’Autostrada, giungere in pochi minuti sulla superstrada Bussentina –Mingardina, che lo porterà al bivio del Golfo di Policasto-Sapri dove si incrocia con la S.S. n. 18 che a Nord conduce alle più belle località balneari e alle cittadine del Cilento Meridionale e a Sud porta a Sapri e a Maratea.

E’ stata aperta, altresì, sempre al bivio di Policastro, una moderna superstrada, che corre veloce e parallela su ponti e viadotti, fino a alla città di Vallo della Lucania, con molte bretelle laterali che raggiungono città interne e costiere.

Tutte queste strade attraversano anche, come già detto per la Basilicata, ambienti naturali, custodi di biodiversità vegetali, faunistiche, geologiche del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, che può esibire al viaggiatore-turista la visione della “Valle delle  Orchidee” di Sassano,  ai piedi del maestoso Monte Cervati, la “Primula di Palinuro”, adottata come “logo” del Parco stesso, la “Lontra” dei corsi fluviali dell’Oasi di Persano e di altri corsi, che ospitano l’Airone e varie specie di volatili.

Beni culturali inestimabili del Cilento sono anche i siti speleologici, che queste strade raggiungono, come le grotte di Castelcivita e dell’Ausino, la Grotta di San Michele di Sant’Angelo a Fasanella o la grotta di Ottati e custodi di  fossili dell’Età di Neanderthal.

Poco lontano da qui si trova il santuario del Sacro Monte di Novi Velia, che fa il pari con quello di Viggiano ed i cui abitanti si scambiano visite di pellegrinaggi annuali.

Anche la zona costiera è a quattro passi e subito squaderna al visitatore siti archeologici e balneari, che danno vita ad una fervida attività turistico-alberghiera.

Basti ricordare la singolare città greco-italica di Elea (oggi Velia), dove fiorì l’eccelsa scuola filosofica di Parmenide e di Zenone, che è alla base del Pensiero Filosofico, Scientifico e Religioso del Mondo Occidentale con i suoi concetti e principi dell’Essere, dell’Uno scientifico e religioso e della Ragione.

E che dire di Paestum, l’antica Posidonia greca, con i suoi templi, le sue pitture parietali e che oggi è uno dei siti archeologici e turistici più rinomati e visitati al mondo?

Queste componenti ambientali e storico-artistiche, a me, sembrano variabili importantissime e decisive, da tener presente in uno studio di fattibilità di un’opera pubblica che, nel nostro caso, può essere confortata ed assicurata dalle straordinarie esperienze di identiche opere pubbliche del lontano passato storico.

Il nostro ambiente del Vallo di Diano è già stato testato ampiamente e ha dato ottimi risultati come siamo venuti dicendo.

Perché cambiare, allora, e avventurarsi lungo sentieri sconosciuti, mai attraversati da grandi arterie stradali o ferroviarie ad alta velocità, con tratti pericolosissimi e con salti ed asperità insormontabili?

Confermiamo ed insistiamo, dunque, su quanto già affermato dal Direttore degli Investimenti, dott. Vincenzo Macello,  che una Linea Alta Velocità sul tratto Ogliastro –Sapri (63 Km!) dovrebbe essere quasi tutta (l’81%), di gallerie che triplicherebbe la spesa e nuocerebbe alla velocità media e al passaggio delle merci.

Tutto ciò sarà evitato se la Linea Ferroviaria Alta Velocità transiterà lungo il Vallo di Diano, tutto pianeggiante e con facilità di percorso ovunque e con una ricaduta economica su un territorio regionale e interregionale molto più vasto e con realtà urbane ed imprenditoriali molto più importanti, anche ai fini del PIL nazionale.

Per quanto attiene al territorio comunale valdianese, in cui dovrà cadere la scelta della stazione di sosta, dovrà essere fatto uno studio analitico e freddo sulle specificità vocazionali, sul patrimonio stradale storico, di cui si è ricchi, e consente sbocchi stradali di collegamento con altre direttrici e soprattutto sulla ricaduta economica positiva su i più numerosi ambiti territoriali.

Atena Lucana Scalo sembra che sia la località che risponde pienamente a questi requisiti, ma la scelta, ripeto, dovrà essere concordata tra le Amministrazioni della nostra Valle di Diano.

Esse devono vedersi, convocarsi in Consigli Comunali ed intercomunali, nominare un Comitato unico per il Vallo di Diano in seduta quasi permanente.

E’ necessario mobilitare tutte le Associazioni ambientali e culturali a partire dalle Pro-Loco, coinvolgere i giovani, informare continuamente i cittadini attraverso i mass-media locali e frequenti dibattiti pubblici.

I Sindaci, gli Eletti ai Consigli Comunali, Provinciali e Nazionali, esercitino le loro funzioni di difesa e di promozione del territorio e mettano in campo tutte le loro risorse e mezzi, che hanno per raggiungere questo importantissimo e salvifico obiettivo.

E’ indispensabile vigilare a che lo Stato, o meglio la Politica, per non scontentare una delle parti, non decida di non realizzare nel Basso salernitano più l’opera.

Tutti noi Valdianesi, facciamo valere, allora, i nostri diritti ai fondi europei del Recovery Plan, che dovrebbero, per legge, favorire le zone più svantaggiate.

La partita che stiamo giocando è troppo alta e dura e per vincerla superiamo i campanilismi e i personalismi, uniamo le nostre forze ed energie, perché i contendenti lo stanno già facendo, se è vero che lo staff delle RFI Alta Velocità ha interrotto le  comunicazioni relative alla Linea Alta Velocità e forse sta aspettando di vedere chi vince la partita.

Ora è il tempo dell’azione, dopo non c’è spazio nè per lamentele, nè per scuse, per aver privato il nostro Vallo di una occasione d’oro per rinascere ed attualizzare le sue immense potenzialità di sviluppo.

Ce lo chiedono i nostri figli, tutti i cittadini, non deludiamoli!

– Preside prof. Mario Cancro –

3 Commenti

  1. Giulio+Pica says:

    I sapresi devono smetterla di mettere il bastone tra le ruote: il percorso economicamente e tecnicamente più opportuno è quello che attraversa il Vallo di Diano e la fermata più funzionale è Atena Lucana ( lo dico da salese e quindi non sono affatto per il mio campanile), inoltre, come ribadito dal dottor Panetta, è necessario ripristinare la linea ferroviaria locale da Lagonegro con connessione ad Atena per le ragioni che lui ha spiegato brillantemente in tante occasioni. Punto!!

  2. Paolo Manzione says:

    Osservazioni di notevole descrizione analitica, di livello storico e tecnico superiori, con evidente ampiezza di conoscenza, redatta da un profondo conoscitore dei luoghi e dotato di grande esperienza.

  3. Antonio Viggiano says:

    Ringrazio il prof. Mario Cancro per aver preso a cuore l’iniziativa che il Gruppo Consiliare – IL CAMBIAMENTO Brienza, congiuntamente al Gruppo Consiliare – RIPARTIAMO, ha promosso. Le sue parole esprimono compiutamente quanto sia razionale e fondata la scelta che abbiamo deciso di sostenere. Per le ragioni che il prof. Cancro ha dettagliato, ci siamo posti l’obiettivo di fornire sostegno al Comune di Atena Lucana (Sa), perché la scelta ubicativa di una Stazione dell’Alta Velocità ferroviaria possa ricadere proprio nell’area di Atena Scalo. Come Gruppo Consiliare abbiamo stilato la MOZIONE portata in discussione nel Consiglio Comunale di Brienza e l’abbiamo inviata anche a tutti i COMUNI DELLA VAL D’AGRI, del MELANDRO e del CILENTO, chiedendo di discuterla nei rispettivi consigli. Il PRIMO Comune a coglierne immediatamente la valenza e ad inserire la Mozione ricevuta all’Ordine del Giorno è stato il Comune di MARSICOVETERE. Ottenere una Stazione dell’Alta Velocità ferroviaria – Salerno/Reggio Calabria – laddove è ubicata la naturale “porta” tra Campania e Basilicata, la “cerniera” tra i parchi del Cilento e quello della Val d’Agri, per Brienza e per tutti i Comuni del circondario costituisce una straordinaria occasione di sviluppo! …Grazie ai Comuni che aderiranno all’iniziativa e a quelli che hanno già aderito in nome della CRESCITA Collettiva! Antonio Viggiano – Capogruppo consiliare di “il Cambiamento – Brienza”

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