
Al “Ruggi” di Salerno una nuova frontiera della riabilitazione traduce la tecnologia in salute, attraverso la validazione di nuovi modelli di Robotica e di Realtà Virtuale.
Si tratta del progetto innovativo di ricerca “Rehab-tech” che nasce dalla consolidata sinergia tra l’Azienda Ospedaliera salernitana e il Dipartimpento di Medicina UNISA e si concretizza grazie all’interazione tra intelligenza artificiale ed umana, con risultati visibili in termini di efficacia e di ottimizzazione dei tempi.
“Il progetto in questione è rivolto ai pazienti colpiti da ictus – ha spiegato la professoressa Alessia Bramanti, Responsabile della UOS Telemedicina e del Progetto Rehab-tech – i quali saranno sottoposti a percorsi e a modelli di riabilitazione robotica intensiva, a tecnologie digitali e virtuali sempre più personalizzate, volte a migliorare gli esiti funzionali del paziente stesso. Il progetto non intende sostituire o sminuire il professionista della salute, ma vuole fornirgli gli strumenti utili e idonei per integrare i percorsi riabilitativi’.
Attualmente al “Ruggi” è stato già trattato il primo paziente, un uomo colpito da ictus che ha manifestato la sua piena soddisfazione dei risultati raggiunti. Il paziente sta recuperando la forma fisica, così come spiega la dottoressa Maria Consiglia Calabrese della Riabilitazione: “Siamo molto felici di questo primo trattamento ed entusiasti della coordinazione tra il Dipartimento di Medicina e il Ruggi, che hanno dato la possibilità di costruire un programma fisioterapico a misura di paziente, indispensabile nell’ottica di una medicina di precisione. Il progetto consiste nel reclutamento di pazienti colpiti da ictus che saranno suddivisi in un gruppo di studio e in uno di controllo. Il primo sarà seguito con una riabilitazione robot-assistita e con realtà virtuale (tapis roulant con un sistema di intelligenza artificiale integrato che ricostruisce grazie ad algoritmi i movimenti del paziente), il secondo seguirà una riabilitazione di tipo convenzionale, al fine di rispondere in maniera efficace e tempestiva ai bisogni del paziente trattato”.
“Questo progetto che si realizza è la prova della sinergia includente e della collaborazione di intenti tra la nostra Azienda e il Dipartimento di Medicina – ha dichiarato Nicola Cantone, Direttore Generale del Ruggi –. La strumentazione tecnologica acquisita con i fondi del progetto resterà patrimonio dell’Azienda e quindi fruibile dai pazienti. Siamo molto orgogliosi che si sia ultimato il progetto perché laddove sono presenti metodiche avanzate ed innovative, unite alla competenza e alla professionalità degli operatori, esistono anche condizioni vantaggiose di gestione e di benessere dei nostri utenti”.
Dal “Ruggi” annunciano che presenteranno altri due importanti progetti a fine estate e “nonostante i disagi vigenti dal punto di vista logistico, il Ruggi è in continua evoluzione e sempre più proiettato verso soluzioni migliorative e futuristiche”.


