
Oltre 500 agricoltori sono scesi in piazza davanti alla Prefettura di Potenza per dire basta “alle manovre di veri e propri trafficanti che fanno crollare i prezzi di olio extravergine d’oliva e grano, due simboli del nostro agroalimentare e della Dieta Mediterranea, prodotti 100% italiani che devono stare in tutte le mense pubbliche come quelle delle scuole e degli ospedali”.
La protesta è capeggiata da Coldiretti Basilica che ha spiegato come “speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole nazionali, già in grave difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran”.
In Piazza Mario Pagano è stato consegnato un documento in cui si evidenziano le problematiche che gli agricoltori chiedono di risolvere: “C’è bisogno di un’azione immediata rispetto ai vergognosi tentativi in atto da parte dei trafficanti: da chi cerca di ‘strozzare’ le aziende pagando al Sud il grano sotto trebbiatura 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa minimo 2 euro al chilo e il pane 3 euro, o chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione”.
Quella degli agricoltori è una condizione economica costantemente precaria e sotto attacco anche a causa delle importazioni a basso costo. Inoltre, la discepanza tra guadagno del produttore e costo di vendita finale nel supermercato è abissale, dunque il comparto è l’unico attore della filiera a soffrire.
Anche gli agricoltori della Coldiretti della Campania in piazza a Napoli per dire “basta” alle manovre. “Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole nazionali, già in grave difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran” spiega il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli dopo aver consegnato le richieste della Coldiretti nelle mani del vice prefetto vicario di Napoli Franca Fico.





