Il segretario territoriale del sindacato NurSind, Biagio Tomasco, scrive al Prefetto di Salerno, al Commissario Straordinario dell’ospedale “Ruggi” e al Direttore Generale dell’ASL Salerno in merito agli episodi di violenza ai danni di medici ed infermieri verificatisi nei giorni scorsi nel reparto di Pneumologia dell’ospedale salernitano.

A seguito dell’incontro gentilmente concesso da Sua Eccellenza il Signor Prefetto di Salerno l’8 novembre – scrive Tomasco -, durante il quale si analizzò alla presenza delle massime autorità provinciali, delle forze dell’ordine e delle aziende sanitarie il fenomeno della violenza sui sanitari, duole osservare che nulla è cambiato ed anzi si è avuta una recrudescenza di detti deprecabili fenomeni che sono sfociati, da ultimo, nell’episodio vergognoso e vigliacco nei confronti di due operatori del Ruggi di Salerno, che dopo aver cercato con ogni mezzo di salvare una vita umana sono stati barbaramente e vigliaccamente percossi in maniera violenta da una decina di aggressori. C’è qualcosa che non si riesce ad estirpare dalle menti di taluni soggetti, che ritengono la violenza gratuita come unica panacea per tutto quanto di avverso accada nei Pronto soccorso e nelle corsie di un ospedale“.

Secondo il segretario di NurSind “molto deriva dalla percezione che l’utenza ha degli ospedali in genere e degli operatori sanitari, cosa tra l’altro fortemente influenzata dal continuo ritardo accumulato in ordine al riconoscimento di tutti gli operatori sanitari quali pubblici ufficiali, che certamente non risolverebbe il problema alla radice, ma di sicuro avrebbe un effetto deterrente molto maggiore rispetto allo stato dell’arte“.

Di qui la proposta che oltre alla “dovuta pena che l’Autorità Giudiziaria riterrà di applicare, si applichi anche una sorta di servizio civile che obblighi gli autori degli atti di violenza a prestare servizio, gratuitamente, presso i Pronto Soccorso e le Unità Operative dove tali atti siano stati compiuti, con l’intento di far capire sul campo come si lavori, e in quali condizioni, a servizio della collettività, consci del fatto che solo con la comunicazione e la presa di coscienza si possano eliminare tali deprecabili azioni“.

Tomasco chiede l’apertura di un tavolo di crisi sulla materia che vada a sviscerare tutte le problematiche in essa contenute.

– Chiara Di Miele –


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