Danneggiamento, incendio e minacce. Con queste accuse un 23enne potentino è stato rinviato a giudizio dal GUP di Potenza, Rosa Maria Verrastro.

Secondo l’accusa il ragazzo, nel mese di settembre 2018, avrebbe dato fuoco, a Tito, alle due auto dei genitori della sua ex ragazza. Tanto che, su disposizione della Procura, qualche settimana più tardi venne arrestato e trasferito in carcere, accusato dei reati di atti persecutori e stalking.

Secondo la ricostruzione della Procura, il ragazzo avrebbe cercato più volte di incontrare la sua ex ragazza, di Tito, senza rassegnarsi alla fine del rapporto. La ragazza aveva denunciato che sin dal 2016 veniva molestata dal giovane con telefonate ed appostamenti. Come spiegato dalla Procura all’epoca della custodia cautelare, il ragazzo avrebbe detto alla ragazza di conoscere le auto dei familiari e minacciava atti ritorsivi. Poi l’incendio delle auto (avvenuto il 21 settembre 2018) e le indagini dei Carabinieri.

Come raccontato dalla ragazza, episodi ripetuti nel tempo le avevano causato un continuo stato d’ansia e di paura. Il ragazzo, difeso dall’avvocato Domenico Stigliani, ha sempre respinto le accuse a lui addebitate, in particolare per l’incendio che ha distrutto le auto dei genitori della ragazza, così come confermato dallo stesso legale.

Toccherà adesso ai giudici valutare se ci sia fondamento nelle accuse della Procura. La prima udienza è stata fissata al 20 maggio 2020.

– Claudio Buono –


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