Gianni Rivera, il Golden Boy o l’Abatino, il primo Pallone d’Oro del calcio italiano, è stato senz’altro l’ospite di maggiore spicco nella rassegna cinematografica riservata ai corti che, giunta alla 15esima edizione, ha chiuso i battenti sabato nel suggestivo scenario della piazza di Portosalvo a Villammare.

Rivera nell’occasione ha avuto modo di far conoscere ai tanti intervenuti la sua opera biografica corredata da tante inedite foto che ripercorrono la sua vita da calciatore, dagli albori ai giorni nostri. Una scelta fatta di concerto con la moglie che ha curato l’aspetto grafico e la copertina, rigidamente in rossonero.

Sul palco del Villammare Film Festival, Gianni Rivera spiega i motivi per cui ha deciso di mandare in stampa questo libro che pesa oltre 4 chili: “Abbiamo deciso di mettere insieme tutto questo materiale per lasciare un segno tangibile e lanciare un messaggio agli amici e a quanti vogliono sapere qualcosa di più preciso sulla mia vita di calciatore prima e di politico poi. E’ anche il racconto di un’epoca e di un periodo dal dopoguerra in poi, dal momento in cui ho cominciato a giocare a calcio fino a quando ho smesso. Un lavoro certosino portato avanti da mia moglie Laura, che ha raccolto tutto il materiale fotografico conservato gelosamente da mio padre che amava il calcio e avrebbe voluto giocare, ma non essendoci riuscito ha trasmesso a me la passione per il pallone”.

Un lavoro molto bello in un volume che, a dispetto del peso di oltre 4 chilogrammi, è piacevole da leggere perché corredato da tante immagini e da brevi racconti con tanti aneddoti che hanno caratterizzato la carriera del campione. Proprio il peso del volume ha indotto la famiglia Rivera a non metterlo in vendita nelle librerie, ma solo on-line attraverso il sito che porta il nome del campione www.giannirivera.it.

Rivera, nel centro rivierasco di Villammare, è stato premiato dal patron del festival Alessandro Cocorullo, tra l’altro tifosissimo del Milan e suo grande estimatore, con una targa in ceramica prodotta da un artigiano del Golfo di Policastro. Rivera si è poi concesso con garbo e disponibilità ai tanti presenti per foto e autografi, non solo a quanti  hanno avuto modo di apprezzarne le sue doti di calciatore negli anni ’60 e ’70, ma anche a tanti giovani che lo conoscono per la sua immutata fama di calciatore sopraffino.

Nonostante negli ultimi anni la sua vita sia stata caratterizzata da un impegno politico attivo, in Parlamento per 4 legislature, è rimasto al fianco dello sport come dimostra l’incarico che attualmente ricopre in ambito federale come responsabile del settore tecnico.

– Gerardo Lobosco – 


 

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