A Sapri una mostra d’arte contemporanea in ricordo del principe della risata Totò



































Un’importante mostra d’arte contemporanea dal titolo “Che dici Totò” è stata allestita ieri al Cineteatro “Ferrari” di Sapri in onore del principe della risata Antonio de Curtis in arte Totò.

Un omaggio all’attore partenopeo che grazie alla sua comicità è diventato negli anni un’icona nel mondo dello spettacolo nazionale e internazionale. Un’esposizione di quaranta opere d’arte che con tecniche di pittura diverse riproducono l’immagine, la mimica e il carattere di Totò, che a partire da Expo 2015 ha fatto tappa in cinquanta città italiane ed è stata protagonista di manifestazioni importanti come la Borsa Internazionale del Turismo di Milano e la Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli.

Al taglio del nastro erano presenti Enzo Angiuoni, presidente dell’associazione culturale Arteuropa e promotore dell’iniziativa in collaborazione con Luigi Gatto, responsabile dell’associazione “Cilento cultura in movimento”, il presidente di “Cicas Turismo” Matteo Martino, il critico d’arte Antonella Nigro e l’assessore al Turismo del Comune di Sapri Amalia Morabito.








Totò è un comico che ha unito trasversalmente diverse generazioni perché tutti ci riconosciamo nella sua comicità – ha affermato Luigi Gatto – L’importanza del comico napoletano è data dai tanti artisti proveniente da tutta Italia che hanno deciso di omaggiare con un quadro l’attore napoletano”.

Molto soddisfatto dell’ottima riuscita dell’iniziativa è apparso Enzo Angiuoni che da quattro anni cura l’allestimento e la promozione della mostra. “È un progetto che ha avuto il suo battesimo durante Expo 2015 – ha affermato Angiuoni – ma che ci ha portato nel Cilento perché da come si racconta pare che sia stato il paese di Roccagloriosa a dare i natali al grande Totò “.

L’apertura della mostra si è conclusa con i saluti dell’assessore Morabito entusiasta dell’iniziativa culturale che la città di Sapri ospiterà fino al prossimo 25 aprile.

– Maria Emilia Cobucci –



































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