– Lettera aperta di Giuseppe Colucci –

Apprendiamo che la Guardia di Finanza di Sala Consilina passa sotto il controllo della neo istituita Compagnia di Vallo della Lucania, articolata su Squadra Comando, Sezione Operativa Volante e Servizi di Polizia Giudiziaria e Nucleo Mobile.

Innanzitutto congratulazioni ai rappresentanti del territorio di Vallo della Lucania ed a chi si è prodigato per questo importante obiettivo, che lo considera come una risposta adeguata alla diffusione dell’usura e di altri gravi reati finanziari conseguenti alla grave crisi economica provocata dalla pandemia, ma gli ricordo che ha dimenticato oppure non ha presente che gli stessi problemi potremmo averli noi anche nel Vallo di Diano.

Anche se sul piano organizzativo della Guardia di Finanza cambia poco, in quanto la Tenenza di Sala Consilina passa dal controllo di Eboli al controllo di Vallo della Lucania, una domanda viene spontanea: come mai a Sala Consilina e nel Vallo di Diano non sono più considerate necessarie le strutture territoriali di riferimento e di controllo importanti dello Stato? Non credo che viviamo in un’oasi di pace dove non abbiamo bisogno di giustizia e della presenza dello Stato con le sue importanti articolazioni.

Insomma per il Tribunale dipendiamo da Lagonegro, per la Camera di Commercio da Salerno, l’Agenzia delle Entrate ha visto la consistente riduzione delle sue funzioni, l’Inail una volta Sede ora Agenzia, ora la Guardia di Finanza da Vallo della Lucania.

Giriamo la testa da destra a sinistra continuamente per dare ascolto ai nostri referenti, abbiamo perso la nostra identità territoriale e spesso andiamo in confusione su chi fare riferimento. Cosa dobbiamo attenderci ancora? Speriamo che l’Alta Velocità ferroviaria con la fermata nel Vallo di Diano venga confermata.

Comunque alla base di tutti i problemi vi è la soppressione del Tribunale di Sala Consilina, per cui bisogna fare di tutto per il suo ripristino ad ogni costo, altrimenti staremo qui ad attendere gli eventi, con qualche isolata protesta, e con la risposta, di chi non vuole agire, che tutto è previsto dalla legge.

Certo è la legge, ma quale legge? Quella di chi è politicamente più forte?

E’ evidente che questo territorio sta subendo ora più che mai la perdita di una generazione: i giovani studiano fuori e non ritorneranno più perché hanno perso ogni speranza o forse non l’hanno mai avuta.

Svegliamoci e riappropriamoci della nostra identità lasciataci dai nostri genitori e cerchiamo di tramandarla ai nostri figli, altrimenti non potremo dirgli nemmeno di averci provato.

– Giuseppe Colucci –

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