Continua la protesta dei 4 dipendenti della Ergon che ormai da 48 ore sono sulla torretta adiacente al capannone dell’azienda nella zona industriale di Polla non hanno alcuna intenzione di scendere fino a quando non avranno delle certezze sul loro futuro ed il pagamento di circa ventiquattro mensilità di stipendi arretrati. A presidiare l’area ci sono i Carabinieri della stazione di Polla ed i Vigili del Fuoco del distaccamento di Sala Consilina ed a loro si è aggiunto anche un medico che periodicamente sale sulla struttura per sincerarsi dello stato di salute dei 4 lavoratori.
“Non sappiamo cosa fare ancora – hanno dichiarato Rosa Biancamano, Rachele Ferricelli, Carmine Lapadula e Angelo Giallorenzo – e più il tempo
passa e più ci sentiamo come fantasmi. Non si è fatto vivo nessuno fino ad ora. Le uniche certezze che abbiamo sono l’impossibilità non di arrivare a fine mese ma quella di iniziarlo il mese visto che non vediamo un centesimo da quasi due anni e poi la ciliegina sulla torta è la lettera di licenziamento collettivo”.
Questa mattina il sindacato Azzurro ha fatto sapere di aver chiesto un incontro in Prefettura con il commissario liquidatore ed il custode giudiziario della Ergon e la direttrice della sede INPS di Battipaglia.
– Erminio Cioffi –
- Articoli correlati:
05/04/2016 – Polla: ancora sul tetto i 4 operai della Ergon. Hanno trascorso tutta la notte sul capannone
04/04/2016 – Polla: operai Ergon salgono sul tetto dell’azienda e minacciano di lanciarsi nel vuoto


Su questa situazione c’è veramente del paradossale da una parte un tipo di gestione societaria fallimentare e inadempiente dall’altra dei lavoratori che hanno comunque svolto un lavoro che comunque possono continuare a fare poiché non manca la materia prima, il problema è che quei lavoratori vanno pagati.Se quei soldi devono venire dalle parti che generano quel lavoro mi chiedo perché no si costringono le parti a pagare altrimenti che società e’…stataliziamo il servizio ma paghiamo i lavoratori e togliamo i trasferimenti e i finanziamenti di qualsiasi genere e finalità ai comuni inadempienti per dirigerli a pagamento di chi svolge un’attività primaria per la società.non è. Giusto che a pagare sia una parte della filiera che non ha nessuna responsabilità nel fallimento societario.
Dov’è il DON PARROCO AMICO DEI CLANDESTINI?
Che diamine…un po’ di solidarietà anche per questi SIGNORI diversamente finti profughi..
AUGURI E SPERO VIVAMENTE CHE TUTTO SÌ RISOLVA PER IL MEGLIO.
BONA FURTUNA,,,,