
La circolare n. 6 del 6 agosto segna un punto di svolta nel percorso di trasformazione dell’adempimento collaborativo. L’Agenzia delle Entrate offre finalmente una lettura sistematica della riforma, chiarendo obiettivi, strumenti e prospettive di un modello che, nato per pochi grandi gruppi, diventa ora uno dei pilastri del nuovo rapporto tra Fisco e contribuente. Il documento non si limita a spiegare le norme: ricostruisce la filosofia che guida la riforma e delinea il futuro della cooperative compliance italiana.
- Dal controllo alla collaborazione
La circolare ripercorre l’evoluzione internazionale che ha portato al superamento del tradizionale paradigma del controllo ex post. L’esperienza statunitense, con il Sarbanes-Oxley Act e il principio Fin 48, e le elaborazioni dell’Ocse hanno mostrato come la gestione preventiva del rischio fiscale e il dialogo costante con l’Amministrazione possano garantire maggiore efficienza e certezza. In questo solco si inserisce il modello italiano, fondato sulla formula “trasparenza in cambio di certezza”: le imprese garantiscono disclosure completa dei rischi attraverso un Tax control framework adeguato, mentre l’Agenzia fornisce risposte rapide e preventive. La riforma consolida questa impostazione, trasformando la collaborazione in un elemento strutturale del sistema tributario.
- Platea ampliata e Tcf certificato
Uno dei passaggi più incisivi riguarda l’estensione dell’accesso al regime. Le soglie dimensionali scendono progressivamente fino a raggiungere i 100 milioni di euro nel 2028, aprendo la porta a una parte molto più ampia del tessuto imprenditoriale. Ancora più rilevante è l’ingresso “per gruppo”, ora riferito al gruppo civilistico: anche società prive dei requisiti individuali possono aderire se inserite in un sistema integrato di gestione del rischio fiscale.
Parallelamente, il Tax control framework certificato diventa il cuore della riforma. La certificazione da parte di professionisti indipendenti introduce standard minimi di qualità e rafforza il legame tra affidabilità del sistema e benefici premiali. La circolare chiarisce inoltre che i modelli di controllo contabile già esistenti, come quelli previsti dalla legge 262/2005 o dalla normativa Sox, possono integrarsi efficacemente con i presidi fiscali, evitando duplicazioni.
- Benefici premiali e nuovo contraddittorio
La riforma rende l’adempimento collaborativo uno degli strumenti più incentivanti dell’ordinamento. L’esclusione delle sanzioni amministrative e della rilevanza penale per i rischi comunicati preventivamente, la riduzione dei termini di accertamento e l’estensione degli effetti premiali anche ad annualità precedenti rafforzano la convenienza dell’adesione.
La circolare ricostruisce un sistema di protezione sanzionatoria su due livelli, graduato in base alla trasparenza garantita dal contribuente. Accanto ai benefici, emergono nuovi istituti procedurali: il Codice di condotta, il ravvedimento operoso guidato e soprattutto il contraddittorio preventivo rafforzato, che introduce un vero momento partecipativo prima delle risposte negative dell’Agenzia. È un cambio di passo che consolida la logica collaborativa del regime.
- Una nuova struttura dedicata
Dal 1° aprile 2026 la nuova Direzione specialistica Adempimento Collaborativo diventa l’interfaccia unica per le imprese aderenti. Con sedi a Roma e Milano, la struttura concentra competenze e conoscenze specialistiche, garantendo continuità, uniformità interpretativa e una relazione più diretta con i contribuenti. La scelta organizzativa conferma la volontà di rendere il regime non solo più accessibile, ma anche più efficiente nella gestione quotidiana del dialogo preventivo.
- Conclusione
La circolare del 6 agosto non è un semplice documento interpretativo: è la mappa di un nuovo modello di rapporto tra Fisco e impresa. L’adempimento collaborativo esce dalla sua fase sperimentale e diventa un istituto maturo, aperto, strutturato e fortemente incentivante. La direzione è chiara: più trasparenza, più certezza, più collaborazione. Un cambio culturale che, se pienamente attuato, può ridisegnare in profondità il sistema tributario italiano.


