
L’imprenditore ed ex giornalista salernitano Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere per l’attentato a Sigfrido Ranucci, conduttore del programma “Report”. I fatti risalgono allo scorso ottobre quando fu fatta esplodere una bomba sotto casa di Ranucci a Pomezia.
Lavitola è accusato di essere il mandante nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma che contesta anche il metodo mafioso. L’arresto è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo.
L’impianto accusatorio si basa sull’analisi dei tabulati telefonici, sul tracciamento dei veicoli e sull’esame forense dei cellulari degli indagati che avrebbero fornito diversi elementi tali da smentire i tentativi di precostituirsi degli alibi difensivi.
Il Gip di Roma ha emesso un mandato di arresto anche nei confronti del camerunense Gomes Clesio Tavares, accusato di avere partecipato al progetto dell’attentato. L’uomo è attualmente latitante in Africa. Secondo l’accusa, sarebbe stato l’intermediario tra Lavitola e la banda composta da quattro persone campane che ha compiuto l’azione.
Il salernitano Lavitola, secondo gli inquirenti, avrebbe “concepito il disegno delittuoso, dando mandato a Gomes di individuare i soggetti in grado di reperire l’esplosivo e di compiere l’attentato dimostrativo davanti alla villa del giornalista“. Lo stesso avrebbe partecipato personalmente insieme a Gomes al primo sopralluogo esplorativo a Pomezia, il 15 settembre dello scorso anno. Sarebbe poi stato il camerunense a reclutare e istruire gli esecutori e ad aver partecipato a una seconda ricognizione il 10 ottobre, mettendo a disposizione l’auto del suocero.
All’origine dell’attentato ci sarebbe il rapporto personale tra l’imprenditore e Ranucci. Lavitola avrebbe avuto il doppio scopo di proteggerlo e accrescerne la popolarità. Nei messaggi scambiati con il conduttore di “Report” si poneva “come persona pronta a sostenerlo nelle difficoltà e, davanti ai successi televisivi, come un adulatore e grande estimatore“. Così, secondo il Gip di Roma, “avrebbe coltivato l’idea di convincere Ranucci a entrare in politica“. In un sms avrebbe scritto: “Credo che ti sia chiaro che ogni attacco che ti fanno serve a farti crescere ulteriormente, cerca di cogliere, altrimenti rischi la salute“.
Lavitola è nato a Salerno nel 1966 e vi ha trascorso parte della sua vita prima di trasferirsi per lavoro. E’ stato Direttore de “L’Avanti!” e coinvolto anche in una serie di note vicende giudiziarie. Nel 2012 ha patteggiato 3 anni e 8 mesi nell’inchiesta sui finanziamenti pubblici ottenuti dal quotidiano e l’anno successivo è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi.

