
In merito al recente incontro tenutosi presso l’assessorato al Lavoro della Regione Campania avente ad oggetto la vertenza dei 19 lavoratori ex LSU in servizio presso il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e in riferimento allo stato di agitazione proclamato dalla FP CGIL Salerno, il Presidente dell’Ente Giuseppe Coccorullo ha inviato una nota al Prefetto di Salerno, ai sindacalisti e all’assessore Saggese per fornire chiarimenti.
Per l’assenza all’incontro regionale, Coccorullo smentisce categoricamente qualsiasi accusa di “indifferenza” o “sgarbo istituzionale” rivolta. “La mancata partecipazione al tavolo del 16 luglio è stata determinata unicamente da un’impossibilità logistica e temporale: la nota di convocazione da parte degli uffici regionali è giunta agli uffici dell’Ente soltanto il 14 luglio e già il giorno seguente la Presidenza ha provveduto a comunicare formalmente all’assessore Saggese l’impossibilità di presenziare all’incontro a causa impegni istituzionali a Bruxelles precedentemente assunti e non differibili – si legge nella nota – Il Presidente è rientrato presso la sede di Vallo della Lucania soltanto nel pomeriggio, rendendo materialmente impossibile la presenza a Napoli nella mattinata dello stesso giorno. Contestualmente il Parco ha formalmente richiesto di riprogrammare la riunione per la fine del corrente mese di luglio, al fine di consentire la partecipazione del Presidente e del Direttore generale”.
“Si precisa con fermezza che non intende in alcun modo scaricare le proprie responsabilità sulla Regione Campania: il Parco è pienamente consapevole dei propri obblighi contrattuali e gestionali nei confronti dei lavoratori. Ciononostante, occorre evidenziare con trasparenza l’imponente sforzo economico profuso in questi anni: vanta un credito di ben 840.000 euro nei confronti della Regione Campania. Palazzo Santa Lucia ha infatti liquidato unicamente l’annualità 2021 e solo una quota parziale del 2022 (limitatamente alla metà del personale coinvolto). Risultano a tutt’oggi non trasferite la restante parte del 2022, le annualità intere 2023, 2024, 2025 e il primo semestre 2026. Onde evitare drammatiche ripercussioni occupazionali e retributive per i lavoratori, l’Ente, grazie a un’oculata e virtuosa gestione finanziaria, sta anticipando mensilmente con risorse del proprio bilancio i fondi necessari al pagamento degli stipendi. In assenza di tale sforzo straordinario, i lavoratori non percepirebbero alcuna retribuzione. Comprendendo appieno il disagio del personale, attualmente inquadrato con contratto part-time a 12 ore settimanali, si ribadisce che, vivendo esclusivamente di finanza trasferita dal Ministero competente, non dispone di autonomia di bilancio per incrementare strutturalmente l’orario a 18 ore settimanali sui contratti base. Sconcerta pertanto la posizione del sindacato che pare aver mal interpretato la strada da noi proposta. Si tratta peraltro di una soluzione che, nel corso dei precedenti incontri tenutisi proprio presso la sede dell’Ente Parco, era stata pienamente condivisa e concordata con la Presidenza da parte delle stesse rappresentanze sindacali” si legge ancora.
Il Presidente a tal proposito ha proposto un progetto di integrazione della durata di 5 anni, da svolgersi al di fuori dell’orario di lavoro ordinario, finalizzato all’integrazione del reddito e delle ore complessive per accompagnare i lavoratori, molti dei quali prossimi alla pensione, verso il raggiungimento dei requisiti quiescenziali e un piano sostenibile per il quale la gestione delle risorse è di competenza della Regione Campania.
Viene inoltre ribadita la totale e massima disponibilità dell’Ente Parco a sedere al tavolo istituzionale unitamente alla Regione Campania e alle organizzazioni sindacali per chiarire ogni travisamento e definire l’iter operativo. Alla luce di quanto esposto, al fine di favorire un clima di sereno confronto e superare lo stato di agitazione si chiede all’assessore al Lavoro della Regione Campania di voler confermare la riconvocazione del tavolo istituzionale per la fine del mese ad esclusione del 28 e del 31 luglio. Viene richiesto inoltre un preciso impegno da parte della Regione per una rapida e definitiva liquidazione delle somme anticipate pari ad oltre 840.000 euro circa.
Il Parco Nazionale chiede al Prefetto di Salerno di voler prendere atto della reale ricostruzione dei fatti e dell’azione di tutela svolta dall’Ente a garanzia del reddito e dell’occupazione dei lavoratori coinvolti.


