
Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha stabilito lo stop alla miscelazione di olio extravergine durante la seduta del tavolo di filiera convocato a Roma.
Coldiretti ha accolto con grande soddisfazione la decisione che “risponde alle nostre richieste per fermare le manovre dei trafficanti di olio e fare piena trasparenza su un settore cardine del Made in Italy, con misure strutturali efficaci per salvaguardare la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori”.
La modifica della circolare sulla miscelazione risulta un impegno importante per garantire maggiore chiarezza normativa. Coldiretti ha spiegato che “la pratica del blending, tollerata in Italia sulla base di vecchie circolari ministeriali ed europee, consente oggi all’industria di correggere i difetti di un olio vergine ‘annegandolo’ in una percentuale di extravergine per rispettare i parametri chimici di legge previsti, ma svuotando di significato le analisi sensoriali (Panel Test) e ingannando di fatto il cittadino sulla reale purezza del prodotto. La modifica alla circolare invocata da noi e Unaprol risponde così al principio ribadito che un prodotto di minor pregio non può acquisire una diversa classificazione attraverso operazioni di miscelazione”.
Nell’ultimo anno il prezzo dell’olio extravergine è crollato del 50%, mentre i costi sostenuti dagli olivicoltori italiani sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro, secondo le elaborazioni del Centro Studi Divulga. Un paradosso che trova spiegazione analizzando i dati della filiera: l’Italia produce infatti circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri all’anno. “Numeri che – secondo Coldiretti e Unaprol – evidenziano come una parte dell’olio straniero venga commercializzata sfruttando impropriamente il richiamo all’italianità, ingannando cittadini e produttori”.
“Oggi abbiamo ottenuto un impegno importante da parte del ministro e per questo lo ringraziamo. Il prossimo passo deve essere quello di potenziare il sistema di controllo con l’impiego di nuove metodologie analitiche e al potenziamento della rete dei laboratori – spiega David Granieri, presidente di Unaprol e vicepresidente nazionale di Coldiretti –. Risonanza magnetica, mappa genetica e mappatura isotopica possono dire con chiarezza da dove arriva un prodotto, devono essere utilizzabili come prove in giudizio, per fermare una volta per tutte chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione”.
La grande mobilitazione di giugno di migliaia di agricoltori della Coldiretti in piazza in tutta Italia per dire basta a speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza che mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole nazionali sembra aver sortito qualche effetto. Nel corso della riunione sono stati illustrati i dati delle ultime verifiche, evidenziando un’intensificazione significativa dell’attività ispettiva, con oltre 5 milioni di chilogrammi di olio controllati e sequestri per un valore di 10,3 milioni di euro.
Coldiretti e Unaprol hanno ribadito anche la richiesta di prevedere misure a sostegno delle imprese della filiera olivicola, duramente colpite dal crollo dei prezzi dell’olio.


