
Si è chiusa a Salerno con il saluto romano la giornata di commemorazione per l’anniversario della morte di Carlo Falvella, il 19enne studente di Filosofia che fu accoltellato da un anarchico la sera del 7 luglio 1972.
Ieri la città è stata scenario di forti contrapposizioni tra gruppi di militanti antifascisti e coloro i quali stavano ricordando l’uccisione del vicepresidente del FUAN di Salerno, organizzazione universitaria legata al Movimento Sociale Italiano.
Prima il corteo antifascista nei pressi del Municipio mentre nel Salone dei Marmi si stava presentando il libro “E me ne vanto. La storia di Carlo Falvella” curato da Tony Fabrizio e edito da Altaforte Edizioni, casa editrice considerata vicina a CasaPound. Già da giorni l’Amministrazione del sindaco De Luca era stata contestata per aver concesso uno spazio istituzionale a questa iniziativa.
Subito dopo esponenti di CasaPound e vicini alla destra hanno sfilato fino a via Velia per deporre una corona di alloro davanti alla stele dedicata a Falvella, mentre gli oppositori intonavano cori antifascisti. Ingente il dispiegamento di Forze dell’Ordine, tra Polizia e Carabinieri, in tutte le strade principali della città.
Polemica per il saluto romano finale, pratica soggetta a specifiche restrizioni di legge. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che il gesto costituisce reato se effettuato in pubbliche manifestazioni e se crea il pericolo concreto di ricostituzione del partito fascista. Inoltre, può essere perseguito se viene utilizzato per evocare l’ideologia nazifascista o per esprimere idee di discriminazione e violenza razziale, etnica o religiosa.
Marco Falvella, fratello di Carlo, tramite i social ha ringraziato gli organizzatori della manifestazione. “Il 7 luglio è il giorno più difficile della mia vita. È il giorno in cui il tempo sembra fermarsi, riportandomi a quel dolore che, nonostante gli anni trascorsi, continua ad accompagnarmi. È il giorno in cui ricordo mio fratello Carlo, strappato alla vita e all’affetto dei suoi cari da una violenza che non avrebbe mai dovuto trovare spazio nella nostra storia. Ma il 7 luglio è anche il giorno in cui sento più forte la vicinanza di tante persone che, con la loro presenza, scelgono di mantenere vivo il suo ricordo. Per questo desidero esprimere la mia più sincera e profonda gratitudine a tutti coloro che hanno partecipato all’incontro svoltosi nel Salone dei Marmi del Comune di Salerno. La vostra presenza ha dato ancora una volta un grande significato a questa giornata, dimostrando che la memoria è un bene prezioso che va custodito con rispetto e dignità. Rivolgo un sincero ringraziamento al sindaco di Salerno Vincenzo De Luca per aver concesso il prestigioso Salone dei Marmi, consentendo ancora una volta lo svolgimento di una manifestazione che rappresenta un importante momento di ricordo e di riflessione. La mia più sentita riconoscenza va inoltre al Prefetto e al Questore di Salerno per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nell’organizzazione dei servizi di sicurezza. Un ringraziamento speciale desidero rivolgerlo ai giovani di CasaPound che, da oltre trent’anni, continuano a custodire la memoria di Carlo attraverso la loro presenza alla commemorazione” ha scritto.

