
Un invito a mettere al centro la dignità della persona, il bene comune e la responsabilità verso la Campania. È questo il cuore dell’appello sottoscritto dai Vescovi della Conferenza Episcopale Campana, che raccoglie e rilancia il messaggio consegnato da Papa Leone durante la sua recente visita nella regione. Un testo rivolto anzitutto alle comunità cristiane, ma soprattutto alle Istituzioni, agli amministratori, ai rappresentanti politici e a quanti sono chiamati a compiere scelte che incidono sul presente e sul futuro della Campania.
Nella sede della Curia di Pompei il presidente della Conferenza episcopale campana, Monsignor Antonio Di Donna, ha tenuto a esortare i destinatari dell’appello a tenere una visione unitaria della vita umana. Il Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Monsignor Antonio De Luca, Segretario della Conferenza Episcopale Campana, ha parlato di speranza: “Pur riconoscendo le tante ferite della regione i Vescovi affermano di conoscere anche le sue risorse, la capacità delle comunità di rialzarsi e il desiderio di bene presente nelle famiglie, nelle istituzioni e nella società civile. Per questo rifiutano ogni rassegnazione e invitano tutti a costruire una Campania più giusta, più fraterna e più attenta ai piccoli, ai poveri, ai fragili e alle nuove generazioni“.
L’appello nasce dalla consapevolezza che la Chiesa non intende sostituirsi alla politica o all’amministrazione pubblica, ma non può restare indifferente davanti a decisioni che toccano profondamente la vita delle persone, specialmente dei più fragili. Per questo i Vescovi chiedono un discernimento serio, condiviso e libero da contrapposizioni ideologiche, offrendo la propria disponibilità a un confronto leale prima della fase decisionale. Al centro del documento vi è una visione unitaria della vita umana, che deve essere custodita in ogni sua fase e in ogni condizione. Da qui l’attenzione al dibattito sul fine vita, alla necessità di rafforzare le cure palliative, l’accompagnamento e la prossimità verso chi soffre, così come la preoccupazione per la deospedalizzazione dell’aborto e per il rischio di ridurre questioni così delicate a semplici procedure, senza un adeguato accompagnamento delle donne e senza una piena assunzione di responsabilità da parte della società.
I Vescovi richiamano inoltre le parole di Papa Francesco, ricordando che “ogni attentato alla vita, dall’aborto alla guerra, dalle morti sul lavoro ai migranti lasciati morire in mare fino all’eutanasia, interpella la coscienza di tutti“. Ampio spazio è dedicato alle grandi questioni sociali che attraversano la Campania. Il documento richiama le difficoltà del sistema sanitario e le disuguaglianze nell’accesso alle cure, denuncia il fenomeno della migrazione sanitaria, richiama l’attenzione sulla condizione delle carceri e sulla necessità di percorsi di giustizia riparativa e reinserimento. Vengono inoltre affrontati il tema dei Centri di permanenza per il rimpatrio, la situazione dei migranti e delle comunità Rom, il dramma dei senza dimora, delle famiglie povere, del lavoro sfruttato, del caporalato e di ogni forma di economia che sacrifica la dignità della persona al profitto.
L’appello guarda anche alle ferite del territorio. I Vescovi esprimono preoccupazione per lo spopolamento delle aree interne, la chiusura dei servizi essenziali e dei presìdi educativi, le conseguenze dell’inquinamento nella Terra dei Fuochi, la presenza della criminalità organizzata e il disagio giovanile, segnato da violenza minorile, povertà educativa e perdita di luoghi nei quali crescere alla legalità, alla cittadinanza e alla vita buona del Vangelo. Tra le questioni richiamate figura anche il problema dell’abbattimento delle abitazioni. Nel testo emerge con forza un messaggio di speranza.

