
Il valore del sacrificio al di sopra della propria vita.
Molti giovani durante la Seconda Guerra Mondiale scelsero il rischio della vita per un ideale di libertà e democrazia. Un concetto che oggi sembra difficile da capire, in un’epoca fatta spesso di episodi di violenza e di aggressività rispetto al coraggio morale.
In quest’ottica abbiamo accolto la storia di un giovane di Teggiano che morì a Roma durante la Seconda Guerra Mondiale, il 19 marzo del 1943. Donato Lo Buglio era nato a Teggiano il 14 agosto 1923, figlio di Cono Lo Buglio e di Annunziata Manzolillo.
Il giovane riposa nel Sacrario militare del cimitero del Verano a Roma, ma con un nome sbagliato sulla lapide: al posto di Donato fu scritto Otello Lo Buglio. La sorella Maria chiamò suo figlio Donato in onore del fratello caduto in guerra.
Per molti anni a Teggiano Donato è risultato disperso. Qualche anno dopo alcuni parenti, attraverso il Ministero della Difesa, hanno scoperto la data di morte. Il giovane fu poi seppellito il 28 marzo 1943. Non si conoscono le cause precise di morte, se per un’infezione o in combattimento, ma rimane l’esempio di un giovane caduto per un ideale. L’episodio rappresenta una delle tante testimonianze di come anche i piccoli territori hanno contribuito a costruire la storia con amore e spirito di sacrificio.




