
“Dal 23 al 25 dicembre un medico del 118 è rimasto in servizio continuativo per ben 60 ore consecutive, senza possibilità di riposo, di rientrare a casa o anche solo di ricevere un cambio. Un turno massacrante, dettato dalla cronica carenza di personale che affligge da tempo il territorio del Vallo di Diano”.
E’ quanto denuncia l’associazione medica “Nessuno tocchi Ippocrate”.
La professionista, in servizio su un’ambulanza rianimativa, ha atteso invano la sostituzione prevista: “Alcuni colleghi erano assenti per motivi di salute – spiega l’associazione – altri impossibilitati a raggiungere la postazione per emergenze personali. Nessuno disponibile a coprire i turni rimasti scoperti. La domanda sorge spontanea: chi ha deciso di continuare il servizio oltre le 12 ore? La collega? Evidentemente le conveniva anche economicamente! (Anche se l’Azienda doveva impedirglielo). L’Azienda tramite ordine di servizio? Non pensiamo che una ASL sia a tal punto sprovveduta da violare le leggi! Chi ha autorizzato le 60 ore?”.
“Quella vissuta nel salernitano è una situazione che sfiora l’assurdo: 60 ore di lavoro continuativo non solo violano ogni norma contrattuale, ma mettono seriamente a rischio la sicurezza del personale e dei pazienti. In altre realtà campane le 24 ore sono la consuetudine!” conclude “Nessuno tocchi Ippocrate”.


