
E’ un’artista completa e a tutto tondo Chiara Francini. Attrice del grande e piccolo schermo e teatrale, conduttrice televisiva, scrittrice e editoralista per “La Stampa”, dove tiene la rubrica “Forte e Chiara”, ha alle spalle un ricco bagaglio di lavori di successo che le hanno permesso di essere amata dal pubblico e profondamente stimata.
Di recente ha pubblicato il suo ultimo libro dal titolo “Le querce non fanno limoni”, edito da Rizzoli e giunto alla quinta ristampa. Un romanzo storico, corale e popolare che racconta degli anni di piombo e della Resistenza partigiana, in un continuo susseguirsi di flashback tra le due epoche che hanno profondamente segnato il nostro Paese.
Ospite della kermesse estiva “Roscigno Vecchia è viva”, organizzata dal Comune, dalla Pro Loco Roscigno Vecchia con il sostegno della Banca e della Fondazione Monte Pruno, del Circolo Banca Monte Pruno, dell’Associazione Monte Pruno Giovani e di dLiveMedia, Chiara Francini ha passeggiato per le stradine del borgo incantevole e disabitato che affascina numerosi turisti nel corso dell’anno. Anche la nota attrice è rimasta incantata dal fascino del “paese fantasma” e ci ha rilasciato un’intervista in cui si racconta e apre a spunti di riflessione importanti.
- Attrice, conduttrice, scrittrice, editorialista. E’ una grossa responsabilità quella che porti nei confronti del tuo pubblico, così come il messaggio che lanci, quello di una donna e artista completa che indossa varie vesti.
Cerco di restituire l’arcobaleno, le sfaccettature che ho dentro così come tante altre donne. Il punto di partenza per me è sempre la verità. Cerco di usare sempre lo spirito critico e di restituire quella che è in maniera autentica la mia opinione. E’ un percorso che molte volte è più faticoso, ma credo che sia l’unico giusto che posso intraprendere.
- Nel tuo ultimo libro, “Le querce non fanno limoni”, le donne sono al centro del romanzo, prima tra tutte la protagonista, la partigiana Delia. Tu hai un’attenzione particolare che riservi alle donne e lo hai dimostrato anche nel famoso monologo che hai tenuto a Sanremo nel 2023, da cui molte prendono ancora oggi spunto.
Le donne sono delle creature straordinarie. Io cerco sempre di restituire la donna che sono. Quel monologo raccontava ciò che io vedo e provo nell’essere donna: è un’altalena, un’oscillazione continua, perpetua. E’ straordinario e terrificante essere una donna, ma se dovessi rinascere vorrei sicuramente rinascere donna.
- Stai girando l’Italia per presentare il tuo libro che tratta di due momenti della storia del nostro Paese che lo hanno segnato. Come mai li hai scelti?
Sono due periodi storici che ci hanno sconvolto e hanno devastato l’Italia e gli italiani. Studiare la Storia e tenere in mano la memoria sono degli atti fondamentali e ritengo che la gratitudine e la riconoscenza siano i sentimenti che dovrebbero essere a cardine degli esseri umani, quindi parlare di questi due momenti, soprattutto del Ventennio e della Seconda Guerra Mondiale, significa restituire dignità e dire grazie perchè anche noi donne se oggi stiamo qua è perchè altre hanno camminato, indirizzandoci, prima di noi.
- Le donne e gli uomini della Resistenza erano particolarmente tenaci, non hanno temuto le torture, così come si legge anche nel tuo romanzo, ed erano mossi da ideali. A tuo avviso come siamo messi oggi quanto a ideali e a libertà?
In quell’epoca c’era la guerra e quando intorno a te tutto crolla è necessario che si debba resistere per la sopravvivenza. Oggi non c’è un nemico così nero, inevitabilmente c’è anche uno sfaldamento di quelli che sono i confini, i tratti netti che prima avevano gli ideali. Probabilmente si dovrebbe avere maggiore capacità di guardare la realtà tramite uno spirito critico che è una luce, un viatico, perchè la realtà è un fatto complesso. Non esiste il bianco e il nero, ma una complessità che deve essere guidata anche da una fede, che non è sempre religiosa, ma che è una fede in ideali che oggi dovrebbero essere messi più a fuoco.
- Quali sono i tuoi progetti a breve termine?
Ho girato un film ambientato in Calabria che dovrebbe uscire il 30 dicembre su Rai 1 e poi un altro film per il cinema che dovrebbe uscire a metà gennaio. Ricomincerò a fare teatro con “Coppia aperta quasi spalancata” e il mio monologo “Forte e Chiara”. Continuo poi a portare in giro questo romanzo che è già alla quinta edizione e al quale tengo particolarmente.

