
Questa mattina è stato inaugurato il primo polo integrato per la produzione di biometano liquefatto e concime organico nella Piana del Sele. Il progetto, sviluppato da Rienergy ESCo Srl e gestito dalle società Bioenergy Serre Srl e Bioenergy Albanella Srl, ha consentito la realizzazione di due innovativi impianti nei territori di Serre e Albanella.
Il progetto è stato reso possibile grazie a un investimento di oltre 60 milioni di euro, realizzato dal Fondo Infrastrutture per la Crescita – ESG gestito da Azimut Libera Impresa SGR, assistito da un pool bancario coordinato da Banco BPM, e con la partecipazione di Helios S.p.A. e Rienergy ESCo Srl.
Gli obiettivi sono quello dei “rifiuti zero”, ma anche della riduzione dei nitrati nei suoli vulnerabili, del recupero della fertilità agricola e di un‘autosufficienza energetica.
Gli impianti, alimentati da reflui zootecnici e sottoprodotti agroindustriali conferiti da oltre 70 aziende agricole del territorio, produrranno ciascuno 499 sm³/h di biometano liquefatto e concime organico certificato derivato dal trattamento del digestato. Il ciclo produttivo mira a ridurre l’impatto ambientale grazie alla connessione della filiera bufalina, ortofrutticola e della IV gamma, trasformando lo smaltimento dei reflui in concime organico per i terreni. Il liquame di circa 20mila bufale viene conferito nei due impianti dagli allevatori che hanno creduto nel progetto lavorando in sinergia.
Al taglio del nastro nell’impianto di località Campo Fiorito a Serre erano presenti il Vicepresidente della Regione Campania e assessore all’Ambiente Fulvio Bonavitacola, il CEO di Bioenergy Renato De Santis, l’amministratore delegato RE & Infrastrutture di Azimut Libera Impresa Andrea Cornetti, il CEO di Helios Giovanni Ferro e il Direttore Marketing e comunicazione Giuseppe De Filpo, il pool di banche finanziatrici, i sindaci di Albanella e Serre Renato Iosca e Antonio Opramolla, l’imprenditore valdianese Carmine Santangelo del Gruppo Santangelo che ha contribuito alla costruzione dell’impianto, i rappresentanti del Consorzio Italiano Biogas, di Confagricoltura, delle Università di Salerno (DIFARMA) e “Federico II” di Napoli.
“Dopo 50 anni mi ritrovo in questo posto a vivere un pezzo di futuro. Qui concretamente si è dato vita a un impianto che traduce in concreto l’economia circolare. Risolviamo il grande problema della collocazione del letame e dei liquidi zootecnici, perché lo spandimento non è cosa buona. La natura ha delle sue regole e quando le violiamo si ribella – ha dichiarato il Vicepresidente Bonavitacola -. Dobbiamo quindi portare i reflui verso gli impianti e sfatare falsi miti, informazioni sbagliate o comitatismi di circostanza. Questo impianto risponde a questa necessità, produce biometano liquefatto, fonte rinnovabile, quindi cosa si può volere di più?“.

Helios S.p.A., tramite il CEO Giovanni Ferro, rappresenta l’azienda da cui parte l’idea vincente del polo per la produzione di biometano. “E’ un bellissimo progetto e Helios nella prima fase ha contribuito a sostenere gli investimenti iniziali. Ci abbiamo creduto, ritenendolo in linea con il nostro business model, ragion per cui adesso siamo coinvolti nello sviluppo di ulteriori 12 impianti di questo tipo – spiega Ferro -. E’ un investimento importante per il territorio a cui siamo molto legati, risolve il problema atavico dell’inquinamento delle falde acquifere causato dai reflui bufalini. Grazie a questo impianto risolviamo due grandissimi problemi: quello della gestione dei liquami e quello della concimazione dei terreni. E’ un esempio virtuoso di economia circolare e siamo molto lieti di esserne i fautori“.
Gli ha fatto eco il Direttore Marketing di Helios Giuseppe De Filpo: “E’ un giorno importante, questi due impianti sono l’esempio di come un grosso problema di un territorio può diventare una grande opportunità. Nella Piana del Sele ci sono circa 20mila bufale e lo smaltimento dei reflui è stato sempre considerato un grosso problema, con alcune aziende che purtroppo smaltivano anche nei terreni e nei corsi d’acqua. Noi di Helios siamo molto orgogliosi avendo dato un contributo importante alla realizzazione di due impianti che rappresentano il futuro“.
Presente alla cerimonia inaugurale anche l’associazione Legambiente rappresentata per l’occasione da Michele Buonomo. “Per migliorare alcuni cicli è necessaria un’impiantistica proporzionata al fabbisogno e gestita al meglio. Abbiamo un problema, che deriva dalla produzione di ricchezza degli allevamenti bufalini, e che è rappresentato dai reflui zootecnici e dagli scarti che fino ad oggi sono stati abbandonati. E’ necessario che tutto si faccia nel migliore modo possibile e l’auspicio è che questi impianti vengano costruiti in un numero congruo alle necessità del territorio, nè uno in più nè uno in meno” ha dichiarato.






