
È trascorsa poco più di una settimana da quando il piccolo Pietro, bimbo di 9 mesi di Vibonati, è stato portato in Pronto Soccorso a Sapri e poi trasferito in eliambulanza al Santobono di Napoli. Qui è giunto in coma e gli sono state diagnosticate fratture al cranio, al femore destro, vecchie lesioni alle costole e un edema cerebrale per il quale ha subito due interventi. Sull’accaduto stanno indagando i Carabinieri della Compagnia di Sapri e la Procura della Repubblica di Lagonegro. Sulle indagini c’è il massimo riserbo e attualmente nessuno risulta iscritto nel registro degli indagati.
Pietro vive nella frazione di Villamare con la madre, che è separata dal papà, il fratellino di 4 anni e il nuovo compagno di lei. La loro abitazione in località La Ginestra è stata posta sotto sequestro.
Sul caso è intervenuto l’avvocato del papà Franco Maldonato. “Il papà è sconvolto per tutto quello che è accaduto – fa sapere il legale – Segue con l’apprensione di ogni genitore l’evoluzione della malattia. È sempre al capezzale del piccolo al Santobono in attesa di positivi sviluppi”.
Come sottolineato, Pietro versa in una situazione stazionaria e stabile ma sempre grave. Su come si sia provocato le fratture e le lesioni l’avvocato ha evidenziato che “costituisce un fatto di doverosa onestà intellettuale prendere atto che per ciò che concerne l’emorragia celebrale, che è la patologia che ha comportato il trasferimento al Santobono e ha dato luogo alla gravità della condizione clinica, la stessa diagnosi formulata dai sanitari evidenzia che costituirebbe un evento spontaneo che escluderebbe un insulto traumatico esterno sia diretto che indiretto. Avendo scritto che l’emorragia ha riguardato il parenchima cerebrale a fronte del quale nella corrispondente regione frontoparietale non sono stati rinvenuti ecchimosi, semplici ematomi o tracce di contusioni, questi dati porterebbero all’esclusione di un colpo o di una caduta che potrebbe avere attinto il piccolo al cranio. Tuttavia rimangono inspiegabili le fratture al femore e alle costole e sarà necessario acquisire un accertamento medico legale al fine di individuare la eziopatogenesi e cioè la causa che ha dato origine alle stesse”.
“Il papà non intende puntare l’indice accusatore nei confronti di nessuno e neanche ipotizzare una condotta maltrattante della sua ex compagna nei confronti del bambino – prosegue – Va comunque accertato come possa essersi procurato la frattura all’omero e alle costole”.
Il Tribunale per i Minorenni di Potenza ha disposto la sospensione temporanea della responsabilità genitoriale della madre e il provvedimento riguarda anche l’altro figlio di 4 anni che ora si trova in una comunità protetta.
“Sulla sospensione della responsabilità genitoriale irrogata nei confronti della madre non mi permetto di formula alcuna valutazione. È un provvedimento del giudice minorile del quale prendiamo atto – spiega – Per ciò che concerne il ricovero del bambino presso una struttura di accoglienza, riteniamo che questo provvedimento probabilmente eccede le pur legittime preoccupazioni sulla posizione del bambino di 4 anni. Riteniamo dunque che sia il papà che i nonni avrebbero potuto continuare a prendersi cura con l’affetto, la premura e le attenzioni di sempre del bimbo più grande. La collega di studio che si occupa di questo valuterà l’esperibilità di un’istanza di revisione del provvedimento. Il bambino aveva un ottimo rapporto con il papà e i nonni e dunque, nell’assenza di qualsiasi pregiudizio, ci sembra che il provvedimento debba essere rivisto alla luce della solidità e dell’autenticità dei legami. Nei confronti del papà lo stesso giudice minorile non ha elevato rimproveri di qualsiasi genere”.
“È negli auspici e nelle speranze della famiglia che l’affezione di cui il piccolo è allo stato possa positivamente evolvere e restituire tranquillità a tutta la comunità oltre che ai genitori” conclude l’avvocato Maldonato.
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