
E’ continua l’azione di contrasto all’introduzione di droga nelle carceri campane.
Venerdì scorso la Polizia Penitenziaria ha scoperto e sequestrato nel Carcere di Fuorni un notevole quantitativo di droga.
A darne notizia è il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria.
Durante un colloquio di un detenuto con la madre gli agenti hanno notato degli atteggiamenti e dei movimenti anomali, per cui al termine del colloquio sono stati effettuati accurati accertamenti che hanno portato alla scoperta della droga che il detenuto aveva nascosto nelle parti intime.
“Ancora una volta, dunque, il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso il Carcere di Salerno, ed in forza al reparto colloqui, ha consentito di interrompere il traffico illecito di sostanze stupefacenti – afferma la sindacalista Tiziana Guacci – Il Sappe esprime il proprio compiacimento agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno svolgono con professionalità i propri compiti nonostante le difficoltà operative e la grave carenza di organico”.
“E’ un fenomeno sempre più in crescita di quello dei tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti a livello nazionale negli Istituti di pena che di materiale atto alle comunicazioni. L’operazione è la testimonianza della professionalità della Polizia Penitenziaria, che oltre a partecipare attivamente all’opera di rieducazione e trattamento svolge con abnegazione e competenza l’attività di Polizia” afferma invece Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.
“Le persone tossicodipendenti entrate in carcere nel corso del 2023 sono state complessivamente 15.492, che corrispondono al 38% degli ingressi totali (40.661). A livello regionale questo valore scende sotto il 20% negli istituti penitenziari del Friuli-Venezia Giulia, Calabria e nella provincia di Trento ed è superiore al 50% negli istituti della regione Lombardia e della provincia di Bolzano – aggiunge – Rispetto al totale delle persone straniere entrate in carcere più di un terzo (34%) è tossicodipendente contro il 41% dell’incidenza registrata tra le persone di nazionalità italiana, quote che in entrambi i casi risultano in diminuzione rispetto all’anno precedente. Le persone detenute tossicodipendenti, che hanno ricevuto almeno una prestazione di assistenza nel corso del 2023 da parte dei Servizi per le Dipendenze, sono state 26.268, delle quali il 97% è rappresentato da uomini, il 42% da nuovi utenti e il 34% da persone di nazionalità straniera. Più della metà dei detenuti tossicodipendenti risulta in carico ai servizi per uso primario di cocaina/crack (53%), percentuale che sale a 55% in riferimento alla nuova utenza. Il 24% è assistito per uso primario di oppioidi (quota che sale al 39% tra le detenute e al 27% tra gli assistiti già noti ai servizi) e il 12% per uso di cannabinoidi. L’uso primario di cocaina raggiunge valori sensibilmente superiori alla percentuale registrata a livello nazionale in Lombardia (64%), Campania (59%) e Sicilia (63%)”.


