
Dalle Alpi agli Appennini l’Italia è uno dei Paesi europei più ricchi di orchidee e proprio per la sua elevata biodiversità orchidologica risulta essere un centro unico nel panorama mediterraneo. Nella Penisola se ne contano ben 240 e di queste circa un quarto è costituito da specie endemiche. Oggi, però, le orchidee selvatiche sono sempre più a rischio a causa della crisi climatica, delle attività antropiche, delle trasformazioni del paesaggio e dal commercio illegale. Tra quelle più minacciate, si va dalla Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus) al Barbone Adriatico (Himantoglossum adriaticum) alla splendida e rara ofride specchio (Ophrys speculum), all’orchidea Orchis patens.
A scattare questa fotografia è Legambiente che, alla vigilia della Giornata Mondiale della Biodiversità, presenta il suo annuale Report sulla Biodiversità a rischio 2025 con un focus dedicato quest’anno alle orchidee selvatiche, con un’analisi su alcuni progetti di tutela e buone pratiche, facendo un punto anche sui gravi ritardi che l’Italia ha accumulato rispetto agli obiettivi europei 2030 in fatto di tutela e conservazione della biodiversità e creazione di nuove aree protette. Su 240 specie di orchidee presenti in Italia solo 4 (Cypripedium calceolus, Himantoglossum adriaticum, Liparis loeselii e Ophrys lunulata) sono tutelate a livello europeo dalla direttiva Habitat.
In piena fioritura a partire dal mese di maggio, le orchidee spontanee sono protette dalla CITES, la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione. Inoltre, la raccolta anche parziale di fiori e bulbi ovari costituisce reato. Nella nostra Penisola la tutela e conservazione delle orchidee è stata demandata alle singole Regioni, generando una marcata eterogeneità nel panorama nazionale. Allo stesso tempo per Legambiente l’Italia deve accelerare il passo per recuperare i ritardi nell’attuazione della Strategia Europa sulla biodiversità 2030 e nello stanziare più risorse per la creazione di Parchi Nazionali.
Eppure, il Paese con i suoi 25 Parchi Nazionali vanta progetti e casi di successo in fatto di tutela e conservazione della biodiversità a partire da quelli messi in campo nelle cinque aree protette, tra cui il Parco Nazionale del Cilento, Vallo Di Diano e Alburni, che il 5 giugno festeggeranno 30 anni di storia.
“In Italia la perdita di biodiversità e in particolare delle orchidee – commenta Stefano Raimondi, responsabile nazionale biodiversità di Legambiente – sottolinea i limiti di un approccio passivo e l’importanza di integrare protezione, politica e ricerca scientifica. Le zone umide italiane insieme alle praterie semiaride, pur ospitando un’elevata diversità di orchidee, sono tra gli habitat meno tutelati. Solo unendo ricerca, politica e azione concreta sarà possibile garantire prosperità alla straordinaria diversità biologica. Siamo ancora in tempo per rallentare i processi di estinzione: proteggere gli habitat, sostenere la ricerca, coinvolgere cittadini e istituzioni. La conservazione è possibile, ma richiede consapevolezza, impegno e una volontà collettiva”.

